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I Risultati della Ricerca per: ‘viola di mare’

Viola di mare

Girato fra Trapani e Favignana

Anno 2009
Durata 105 min
Genere drammatico
Regia Donatella Maiorca
Soggetto Pina Mandolfo
Sceneggiatura Donatella Maiorca, Pina Mandolfo,Mario Cristiani, Donatella Diamanti
Produttore Maria Grazia Cucinotta, Giovanna Emidi, Silvia Natili, Rosanna Thau, Giulio Violati
Casa di produzione Italian Dreams Factory
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Fotografia Roberta Allegrini
Montaggio Marco Spoletini
Musiche Gianna Nannini
Scenografia Beatrice Scarpato
Interpreti e personaggi
  • Valeria Solarino: Angela/Angelo
  • Isabella Ragonese: Sara
  • Ennio Fantastichini: Salvatore
  • Giselda Volodi: Lucia
  • Maria Grazia Cucinotta:Agnese
  • Marco Foschi: Tommaso
  • Lucrezia Lante della Rovere: Baronessa
  • Corrado Fortuna: Ventura
  • Alessio Vassallo: Nicolino
  • Ester Cucinotti: Concetta
Premi
  • Capri Peace Award 2009

Il film racconta la storia d’amore tra Angela e Sara, interpretate da Valeria Solarino e Isabella Ragonese, nella Sicilia dell’Ottocento.

Per sopravvivere allo scandalo, Angela arriverà a fingersi un ragazzo, portando i capelli corti e occultando la propria femminilità, come sfida alle mentalità chiuse di quella antica terra arcaica.

IL TRAILER

CINEFORUM di Lidia Saccaro

Ispirato al romanzo “Minchia di re” di Giacomo Pilati, antico nome siciliano dato appunto alla viola di mare, pesce ermafrodita che cambia sesso per far nascere i propri figli, è un film coraggioso che, al di là delle critiche contrastanti, esalta il potere dell’Amore difficile da etichettare.

Un amore impossibile in una Sicilia ottocentesca dove la donna lontana dall’emancipazione è ridotta all’assoggettamento, e la nascita di una figlia femmina è vista come una sciagura.

Molto bella l’interpretazione di Lucia, madre di Angela, una donna sottomessa al marito che, grazie alla complicità del sinistro parroco del paese, con una soluzione imprevista ed estrema, muta il corso degli eventi, e regala alla figlia l’insperata felicità.

Un progetto al femminile che mette sotto i riflettori un tema contemporaneo ed attuale.

La colonna sonora è interamente affidata a Gianna Nannini che come sempre canta l’amore, con l’energia esplosiva del rock che la contraddistingue.

La colonna sonora

Gianna Nannini

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Tutti i film girati e/o ambientati in Sicilia dalla A alla Z

A CIASCUNO IL SUO di Elio Petri con Gian Maria Volontè, Irene Papas – Cefalù

AGENTE MATRIMONIALE  di Christian Bisceglia –  Catania, Trecastagni, Misterbianco

AGGUATO SUL MARE di Pino Mercanti con Ettore Manni Aci Castello –Aci Trezza – Portopalo – Siracusa.

ALLA LUCE DEL SOLE di Roberto Faenza con Luca Zingaretti – Palermo

ANGELA di Roberta Torre con Donatella Finocchiaro – Palermo

ANNI DI PIOMBO di Margarethe Von Trotta con Jutta Lampe, Barbara Sukowa – Etna – Siracusa

ANNI DIFFICILI di Luigi Zampa con Umberto Spadaro, Massimo Girotti – Modica

ANNI FACILI di Luigi Zampa con Nino Taranto Modica – Noto

ARRIVA LA BUFERA di Daniele Luchetti con Diego Abatantuono – Noto – Siracusa

ASSICURASI VERGINE di Giorgio Bianchi con Romina Power – Ragusa – Siracusa 

AVENING ANGELO di Martin Burke con Raoul Bova, Sylvester Stallone

BAARÌA di Giuseppe Tornatore. Girato per buona parte nel comune di Bagheria.

BACIAMO LE MANI di Vittorio Schiraldi (1973)

BARABBA di Richard Fleischer con Anthony Quinn, Vittorio Gassman – Etna/Catania

BRANCACCIO di Gianfranco Albano con Lucia Sardo, Tiziana Lodato

BRONTE: cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno mai raccontato di Florestano Vancini con Ivo Garrani – Bronte – Etna

C’ERA UNA VOLTA ANGELO MUSCO di Giorgio Walter Chili 

CADAVERI ECCELLENTI di Francesco Rosi con Lino Ventura – Agrigento – Palermo

CAGLIOSTRO di Daniele Pettinari con Bekim Fehmiu

CAGLIOSTRO di Gregory Ratoff con Orson Welles

CAPITAN BLANCO (1914) di Nino Martoglio con Giovanni Grasso.

CARMELA di Flavio Calzavara con Doris Duranti

CARO DIARIO  Episodio ISOLE di Nanni Moretti con Nanni Moretti – Alicudi – Lipari – Panarea – Salina – Stromboli 

CASANOVA ’70 di Mario Monicelli con Marcello Mastroianni, Virna Lisi – Marina di Melilli

CASTA DIVA di Carmine Gallone

CAVALLERIA RUSTICANA di Amleto Palermi  con Carlo Ninchi, Doris Duranti

CAVALLERIA RUSTICANA di Carmine Gallone con Kerima – Anthony Quinn – Ettore Manni – May Britt – Provincia Siracusa – Noto

CENTO GIORNI A PALERMO di Giuseppe Ferrara con Lino Ventura, Giuliana De Sio – Palermo

COLPO DI LUNA di Alberto Simone con Nino Manfredi – Villa Fegotto di Chiaramonte Gulfi – Villa Vela – Palazzolo Acreide

COME INGUAIAMMO IL CINEMA ITALIANO – LA VERA STORIA DI FRANCO E CICCIO di Daniele Ciprì e Franco Maresco (2004) – Palermo

COMIZI D’AMORE film inchiesta di Pier Paolo Pasolini

CORLEONE di Luigi Squarzina con Giuliano Gemma, Claudia Cardinale –Corleone

COSI’ RIDEVANO di Gianni Amelio con Enrico Lo Verso

CUORE SCATENATO di Gianluca Sodaro con Francesco Sframeli

CUORE SCATENATO di Gianluca Sodaro con Luigi Burruano.

DA CORLEONE A BROOKLYN di Umberto Lenzi con Mario Merola

DIMENTICARE PALERMO di Francesco Rosi con James Belushi –Palermo

DIVORZIO ALL’ITALIANA  di Pietro Germi con Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli – Ispica – Ragusa

DIVORZIO ALLA SICILIANA di Enzo Di Gianni con Liana Orfei

DON GIOVANNI IN SICILIA di Alberto Lattuada con Lando Buzzanca

E’ PRIMAVERA di Renato Castellani con Irene Genna, Elena Varzi

FATTO DI SANGUE FRA DUE UOMINI PER CAUSA DI UNA VEDOVA, SI SOSPETTANO MOVENTI POLITICI di Lina Wertmuller con S. Loren, M. Mastroianni  Comitini – Siracusa – Siculiana

FERDINANDO E CAROLINA di Lina Wertmuller con Sergio Assisi, Gabriella Pession – Foce Fiume Cassibile

FERDINANDO UOMO D’AMORE di Memè Perlini con Ida Di Benedetto

FIAT VOLUNTAS DEI di Amleto Palermi, con Angelo Musco, Rosina Anselmi.

FINCHE’ DURA LA TEMPESTA di Charles Frend, Bruno Vailati con G. Ferzetti – Augusta

FRATELLO SOLE, SORELLA LUNA di Franco Zeffirelli – Monreale

FUGHE E APPRODI di Giovanna Taviani, girato nelle Eolie

GAROFANO ROSSO di Luigi Faccini con Miguel Bosè – Siracusa

GATTA CI COVA con Angelo Musco, Rosina Anselmi.

GELOSIA di Ferdinando Maria Poggioli con Roldano Lupi, Luisa Ferida

GELOSIA di Pietro Germi – Belmonte Mezzagno

GENTE D’ONORE di Folco Lulli con Folco Lulli, Sarò Urzì

GENTE DI RISPETTO di Luigi Zampa con Franco Nero – Palazzolo Acreide  – Ragusa Ibla

GIOVANNI FALCONE di Giuseppe Ferrara con Michele Placido, Giancarlo Giannini – Palermo

GIOVANNI FALCONE, L’UOMO CHE SFIDÒ COSA NOSTRA di Andrea e Antonio Frazzi

GIOVANNINO di Paolo Nuzzi con Christian De Sica – Catania

GLI ANGELI DI BORSELLINO di Rocco Cesareo con Brigitta Boccoli, Sebastiano Lo Monaco

GLI ASTRONOMI di Diego Ronsisvalle. Ambientato e girato fra Noto, Acireale e Catania.

GLI INDESIDERABILI di Pasquale Scimeca con  Vincent Gallo, Violante Placido

GLI INESORABILI di Camillo Mastrocinque con Rossano Brazzi

GRANDE, GROSSO E VERDONE di Carlo Verdone – Il 3^ episodio è girato a Taormina

I BACI MAI DATI di Roberta Torre, girato nel quartiere Librino di Catania

I BARBIERI DI SICILIA di Marcello Ciorciolini con Fanco Franchi e Ciccio Ingrassia

I BRIGANTI DI ZABUT di Pasquale Scimeca con Vincenzo Albanese

I CAVALIERI DALLE MASCHERE NERE (I Beati Paoli) di P. Mercanti con O. Toso

I CENTO PASSI di Marco Tullio Giordana con Tony Sperandeo, Lucia Sardo –Cinisi

I DUE MAFIOSI di Giorgio Simonelli con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia

I FIDANZATI di Ermanno Olmi con Carlo Cabrini – Siracusa – Priolo Gargallo

I FUORILEGGE (Giuliano – Il bandito di Sicilia) di Aldo Vergano con V. Gassman – Piana degli Albanesi

I MAFIOSI di Roberto Mauri con Erno Crisa

I MILLE DI GARIBALDI  – 1860 – di Alessandro Blasetti

I NUOVI ANGELI di Ugo Gregoretti

I PALADINI STORIA D’ARMI E D’AMORI  di Giacomo Battiato con Zeudi Araya – Etna – Siracusa

I RAGAZZI DI VIA PANISPERNA di Gianni Amelio con Ennio Fantastichini, Laura Morante – Ragusa

I VICERÉ di Roberto Faenza. Girato fra Acireale e Catania.

IL 7 E L’8 di G. Avellino, Ficarra e Picone con Ficarra e Picone – Palermo, Altavilla M., Santa Lucia del Mela, Messina

IL BELL’ANTONIO di Mauro Bolognini con Marcello Mastroianni, C. Cardinale – Catania

IL BOSS di Ferdinando Di Leo con Henry Silva – Palermo

IL CAMMINO DELLA SPERANZA di Pietro Germi con Raf Vallone –Capodarso (monte)

IL CASO MATTEI di Francesco Rosi con Gian Maria Volontè

IL CASO PISCIOTTA di Eriprando Visconti con Tony Musante – Castelvetrano – Montedoro – Montelepre

IL CLAN DEI SICILIANI di Henry Verneuil con Jean Gabin e Alain Delon

IL COMMISSARIO LO GATTO di Dino Risi con Lino Banfi – Favignana

IL CONSIGLIO DI EGITTO di Emidio Greco con Silvio Orlando – Palermo, Vittoria

IL DOLCE E L’AMARO di Andrea Porporati – Girato ad Alcamo, Buseto Palizzolo e Castelluzzo

IL FEROCE SALADINO con Angelo Musco, Rosina Anselmi.

IL GATTOPARDO di Luchino Visconti con Burt Lancaster, Claudia Cardinale – Ciminna – Palermo

IL GIORNO DELLA CIVETTA di Damiano Damiani con Franco Nero, Claudia Cardinale – Provincia  Agrigento –  Partinico

IL GIORNO DI SAN SEBASTIANO di Pasquale Scimeca – Caltavuturo

IL GIUDICE RAGAZZINO di Alessandro De Robillant con Giulio Scarpati – Aragona – Canicattì – Comitini – Naro

IL LADRO DI BAMBINI di Gianni Amelio con Enrico LoVerso – Marina di Ragusa – Noto

IL MACELLAIO di Aurelio Grimaldi con Alba Parietti  –  Termini Imerese

IL MANOSCRITTO DEL PRINCIPE di Roberto Andò con  Michel Bouquet, Jeanne Moreau – Palermo

IL MORSO DEL RAGNO di Claude D’Anna con Giuliano Gemma

IL PADRINO PARTE II di Francis Ford Coppola con Al Pacino, Robert De Niro

IL PADRINO PARTE III di Francia Ford Coppola con Al Pacino – Palermo

IL PADRINO di Francis Ford Coppola con Marlon Brando, Al Pacino Forza D’Agrò – Sàvoca

IL PICCOLO DIAVOLO di e con Roberto Benigni. Ambientato in parte e girato a Taormina.

IL POSTINO di Michael Radford e Massimo Troisi con Massimo Troisi – Salina

IL PREFETTO DI FERRO di Luigi Squarzina con Giuliano Gemma, C. Cardinale – Gangi – Provincia Palermo

IL PRINCIPE RIBELLE di Pino Mercanti con Massimo Serato

IL REGISTA DI MATRIMONI di Marco Bellocchio con Sergio Castellitto e Donatella Finocchiaro. Girato a Cefalù.

IL RITORNO DI CAGLIOSTRO di Ciprì e Maresco con  Luigi Maria Burruano – Palermo

IL ROMANZO (1913) di Nino Martoglio con Giovanni Grasso.

IL SASSO IN BOCCA di Giuseppe Ferrara – Ragusa

IL SEGRETO DELL’ACQUA con Riccardo Scamarcio e Tony Sperandeo, girato tra Palermo, Santa Margherita Belice e Sambuca di Sicilia

IL SEGRETO DELLE TRE PUNTE di Carlo Ludovico Bragaglia  con M. Serato

IL SEGRETO DI COSA NOSTRA di Terence Young con Charles Bronson

IL SICILIANO di Michael Cimino con Christopher Lambert – Sutera

IL SOLE BUIO di Damano Damiani con Jo Champa – Palermo

IL SOLE NERO di Krzysztof Zanussi con Valeria Golino, Remo Girone ed Enrico Lo Verso. Catania -Siracusa

IL TALENTO DI Mr. RIPLEY di Anthony Minghella con Gwyneth Paltrow, Matt Damon – Palermo

IL TIRANNO DI SIRACUSA di C. Bernhardt, A. Cardone con G. Williams

IL TRITTICO DI ANTONELLO di Francesco Crescimone con Lydia Alfonsi

IL TURNO di Tonino Cervi con Vittorio Gassman, Paolo Villaggio

IL VANGELO SECONDO MATTEO di Pier Paolo Pasolini – Etna

IL VIAGGIO di Vittorio De Sica con Richard Burton, Sophia Loren – Ispica – Noto

IL PARANINFO con Angelo Musco, Rosina Anselmi.

IN NOME DELLA LEGGE di Pietro Germi con Massimo Girotti – Sciacca

IN UN ALTRO PAESE di Marco Turco  – Palermo

INTRIGO A TAORMINA di Giorgio Bianchi con Ugo Tognazzi, Walter Chiari – Taormina

ITALIANI di Maurizio Ponzi con Maria Grazia Cucinotta, Tiziana Lodato

JESSICA di Jean Negulesco e Oreste Palella con Maurice Chevalier.

JOHNNY STECCHINO di Roberto Benigni con Roberto Benigni – Palermo

K A O S di Paolo e Vittorio Taviani con Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Margarita Loza – (Episodi L’ALTRO FIGLIO e LA GIARA – Donnafugata / Episodio COLLOQUIO CON LA MADRE – Giarratana – Ispica – Lipari – Ragusa – Siracusa / Episodio MAL DI LUNA – Salina)

L’AMANTE DI GRAMIGNA di Carlo Lizzani con Gian Maria Volontè, Stefania Sandrelli – Girato a Vizzini e dintorni

 L’AMORE CONIUGALE di Dacia Maraini Bagheria

L’AMORE CONIUGALE di Dacia Maraini con Thomas Milian – Bagheria

L’AMORE DI MARJA

L’AMORE FA MALE di Mirca Viola, girato a Catania

L’ARIA DEL CONTINENTE di Gennaro Righelli con Angelo Musco, Rosina Anselmi.

L’ARTE DI ARRANGIARSI di Luigi Zampa con Alberto Sordi – Catania

L’ASSEDIO DI SIRACUSA di Piero Francisci con Rossano Brazzi – Esterni lungo la costa siracusana

L’ATTENTATUNI, di Claudio Bonivento (2001). Con Veronica Pivetti e Claudio Amendola. Girato e ambientato a Palermo.

L’AVVENTURA di Michelangelo Antonioni con Monica Vitti – Bagheria – Mondello – Noto – Panarea – Taormina

L’EREDITÀ DELLO ZIO BUONANIMA di Amleto Palermi con Angelo Musco, Rosina Anselmi.

L’INSEGNANTE di Nando Cicero con Edwige Fenech

L’ISOLA di Costanza Quatriglio con Marcello Mazzarella – Ustica

L’ITALIA S’E’ ROTTA di Steno con Enrico Montesano, Teo Tocoli

L’ODORE DEL SANGUE di Mario Martone con Michele Placido, Fanny Ardant – Gibellina

L’ONORATA SOCIETA’ di Riccardo Pazzaglia con F.Franchi, C. Ingrassia

L’UOMO DELLE STELLE di Giuseppe Tornatore con Sergio Castellitto – Marzamemi – Modica – Monterosso Almo – Ragusa Ibla

L’UOMO DI VETRO  di Stefano Incerti con David Coco e Tony Sperandeo. Ambientato e girato fra Palermo e Catania.

LA BELLA ADDORMENTATA di Luigi Chiarini con Luisa Ferida, Amedeo Nazzari

LA BELLA SOCIETÀ di Gian Paolo Cugno, girato tra Enna,Leonforte-Pirato e Torino

LA CAVALLERIA RUSTICANA (1924) di Mario Gargiulo, con Giovanni Grasso.

 

LA CUGINA di Aldo Lado con Massimo Ranieri, Christian De Sica – Catania

LA DONZELLETTA di Pasquale Scimeca – Sciara e provincia di Palermo

LA DEA DELL’AMORE di Woody Allen con Mira Sorvino – Taormina

LA DISCESA DI ACLA’ A FLORISTELLA di Aurelio Grimaldi con Tony Sperandeo – Floristella – Madonie – Nebrodi – Marina di Noto

LA DONNA DELLA LUNA di Vito Zagarrio con Greta Scacchi – Ragusa

LA DONNA LUPO di Aurelio Grimaldi con Loredana Cannata

 

LA FAME E LA SETE di Antonio Albanese con Antonio Albanese – Palazzolo Acreide – Petralia Sottana

LA FRATELLANZA di Martin Ritt con Kirk Douglas, Irene Papas

LA GOVERNANTE di Gianni Grimaldi con Turi Ferro, Pino Caruso – Catania

LA GRANDE SCROFA NERA di Filippo Ottoni con Rada Rassimov – Ragusa

LA LUPA di Alberto Lattuada con Kerima, Anthony Quinn

 

LA LUPA di Gabriele Lavia con Monica Guerritore, Raoul Bova, Michele Placido, G. Giannini – Vizzini – Siracusa – Case Musso di C.da Cardinale Palazzolo Acreide

LA MAFIA È BIANCA (2005) (**) di Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini.

 

LA MAFIA LO CHIAMAVA IL SANTO MA ERA IL CASTIGO DI DIO di Jim O’ Connolly con R.Moore

LA MATASSA di Ficarra e Picone – Catania e Paternò

LA MOGLIE PIU’ BELLA  di Damiano Damiani con Ornella Muti, Alessio Orano – Provincia  Agrigento – Cinisi  

LA MORTE DI EMPEDOCLE di Jean Marie Straub e Danièle Huillet

LA PADRINA di Al Pisani con Lydia Alfonsi – Siracusa – Villa Messina c.da Bibiniello

LA PECCATRICE di Pier Ludovico Pavoni con Zeudi Araya

LA PIOVRA di Damiano Damiani, con Michele Placido, Barbara De Rossi e Massimo Bonetti. La fiction giunse a dieci serie

LA PIU’ BELLA COPPIA DEL MONDO di Camillo Mastrocinque con Walter Chiari, Pino Caruso –Catania – Siracusa

LA PRIMA NOTTE DEL DOTT. DANIELI, INDUSTRIALE CON IL COMPLESSO DEL   GIOCATTOLO di Gianni Grimaldi con Lando Buzzanca –Acireale

LA RAGAZZA CON LA PISTOLA di Mario Monicelli con Monica Vitti, Carlo Giuffrè –

LA RIBELLE – STORIA DI ENZA  di Aurelio Grimaldi con Penelope Cruz

LA SCHIAVA IO CE L’HO E TU NO di Giorgio Capitani con Lando Buzzanca – Palermo, Cefalù

LA SCOMPARSA DI PATO’ di Rocco Mortelliti – Girato a Naro e Canicattì

LA SCORTA di Ricky Tognazzi con Claudio Amendola, Enrico Lo Verso – Marsala

LA SEDUZIONE di Ferdinando di Leo con Lisa Gastoni

LA SICILIANA RIBELLE di Marco Amenta – Palazzo Adriano – Palermo

LA SPOSA ERA BELLISSIMA di Pal Gabor con Angela Molina, Massimo Ghini

LA STANZA DELLO SCIROCCO di Maurizio Sciarra con Giancarlo Giannini, Tiziana Lodato – Donnafugata – Monterosso Almo

LA STORIA DI UNA CAPINERA di Gennaro Righelli con Marina Berti

LA TERRA TREMA di Luchino Visconti Aci Castello – Aci Trezza

LE BUTTANE di Aurelio Grimaldi con Ida Di Benedetto, Guia Jelo – Palermo e Termini Imerese

LETTERE DALLA SICILIA di Manuel Giliberti con Andrea Giordana

LIOLA’ di Alessandro Blasetti con Ugo Tognazzi – Catania

LO SCHERMO A TRE PUNTE documento di Giuseppe Tornatore

LO SMEMORATO con Angelo Musco.

LO VOGLIO MASCHIO di Ugo Saitta con Tuccio Musumeci e leo Gullotta

LO ZIO DI BROOKLIN di Daniele Ciprì e Franco Maresco – Palermo

MADE IN ITALY di Nanni Loy con Lando Buzzanca, Nino Manfredi, Alberto Sordi – Episodio “Usi e costumi” – Siracusa

MAFIOSO di Alberto Lattuada con Alberto Sordi – Bagheria

MALACARNE (OLTRAGGIO ALL’AMORE) di P. Mercanti con Amedeo Nazzari – Castellamare del Golfo

MALAVOGLIA  di Pasquale Scimeca – Acitrezza e Marzamemi

MALENA di Giuseppe Tornatore con Monica Bellucci –  Siracusa – Provincia Agrigento

MALIA di Giuseppe Amato con Anna Proclemer, Rossano Brazzi – Catania e provincia

MALIZIA 2000 di Salvatore Samperi con Laura Antonelli, Turi Ferro – Catania

MALIZIA di Salvatore Samperi con Turi Ferro, Laura Antonelli – Catania – Acireale

MARIANNA UCRIA di Roberto Faenza con Emmanuelle Laborit, Philippe Noiret – Siracusa – Noto – Palazzolo Acreide –  Villa Fegotto di Chiaramonte Gulfi

MARIO E IL MAGO di Klaus Maria Brandauer con Klaus Maria Brandauer –Cefalù – Marzamemi

MARY PER SEMPRE di Marco Risi con Michele Placido, Claudio Amendola – Palermo

MEGLIO VEDOVA di Duccio Tessari con Virna Lisi, Peter Mc Enery – Catania – Noto – Marzamemi – Priolo – Siracusa

MIELE, DOLCE AMORE di Enrico Coletti con Ben Cross

MILANO-PALERMO IL RITORNO di Claudio Fragasso con Roaul Bova – Palermo

MIMI’ METALLURGICO FERITO NELL’ONORE di Lina Wertmuller con Giancarlo Giannini Catania – Zona industriale Priolo

MIO DIO COME SONO CADUTA IN BASSO di Luigi Comencini con L. Antonelli – Noto Madonna della Scala

MIRACOLO A PALERMO di Beppe Cino con Tony Sperandeo, Luigi Maria Burruano – Palermo

MY NAME IS TANINO di Paolo Virzì con Corrado Fortuna, Mimmo Mignemi – Castellammare del Golfo San Vito Lo Capo

NATI STANCHI di Dominick Tambasco con Salvatore Ficarra, Valentino Picone –  Palazzolo Acreide

NEROLIO di Aurelio Grimaldi  con Mario Cavicchioli , Piera Degli Esposti – Siracusa

NOTTE SENZA FINE di Elisabetta Sgarbi con Anna Bonaiuto, Toni Servillo

NUOVO CINEMA PARADISO  di Giuseppe Tornatore con Philippe Noiret – Bagheria – Castelbuono – Cefalù – Lascari – Santa Flavia – Termini Imerese

NUOVOMONDO di Emanuele Crialese con Vincenzo Amato – Petralia Soprana – Petralia Sottana – Catania

OCCHIO NERO, OCCHIO BIONDO, OCCHIO FELINO di Loffredo Muzzi con M. R.Omaggio

OCEAN’S TWELVE di Steven Soderbergh con George Clooney, Brad Pitt – Castellammare del Golfo -Scopello

OLTREMARE NON E’ L’AMERICA  di Nello Correale con Ida Di Benedetto, Leo Gullotta, L. Zingaretti –Marzamemi – Case Musso Territorio Palazzolo Acreide – Isola di Mozia

PAISA’ di Roberto Rossellini con William Tubbs Provincia Catania

PALERMO SHOOTING di Wim Wenders – Girato a Palermo

PALERMO-MILANO SOLO ANDATA di Claudio Fragrasso con Raoul Bova, Giancarlo Giannini –Palermo

PALOMBELLA ROSSA di Nanni Moretti con Nanni Moretti – Acireale

PANAREA di Giuseppe Moccia con Alessia Mertz – Panarea

PAOLO IL CALDO di Marco Vicario con Giancarlo Giannini, Rossana Podestà

PAPA’ MA CHE COSA HAI FATTO IN GUERRA? Di Blake Edwards con J.Corbun

PENSACI GIACOMINO di Gennaro Righelli con Angelo Musco

PER ODIO, PER AMORE di Nelo Risi con Serena Grandi

PER QUEL VIAGGIO IN SICILIA di Egidio Termine con Egidio Termine

PERDUTO AMOR di Franco Battiato con Corrado Fortuna, Tiziana Lodato – Bronte – Provincia Catania – Donnafugata – Ispica – Ragusa – Riposto

PIZZA CONNECTION di Damiano Damiani con Michele Placido

PLACIDO RIZZOTTO di Pasquale Scimeca con Marcello Mazzarella – Corleone – Isnello

PORTE APERTE di Gianni Amelio con Gian Maria Volontè – Palermo -Ragusa

PRIME LUCI DELL’ALBA di Roberto Gaudino com Gianmarco Tognazzi, Laura Morante – Trapani

RAGAZZI FUORI di Marco Risi con Francesco Benigno – Palermo

RE DI DENARI con Angelo Musco, Rosina Anselmi e Vittoria Carpi.

RESPIRO di Emanuele Crialese con Valeria Golino – Lampedusa

RISTABBANNA di Daniele De Plano, Gianni Cardillo – Girato a Marsala e Trapani

ROSOLINO PATERNO’,SOLDATO di Nanni Loy con Nino Manfredi –Augusta – Licata

ROSSO MALPELO di Pasquale Scimeca – Girato nel Parco Minerario Floristella-Grottacalda (Enna)

S U D di Gabriele Salvatores con Silvio Orlando, Francesca Neri – Marzamemi

SALVATORE GIULIANO  di Francesco Rosi con Frank Wolff, Salvo Randone –  Castelvetrano – Montedoro – Montelepre

SALVATORE QUESTA E’ LA VITA  di Gian Paolo Cugno con Enrico Lo Verso – Pachino – Portopalo di Capopassero – Marzamemi

SANDOKAN IN SICILY di Adita Battacharya, con Kabir Bedi.

SECONDO PONZIO PILATO di Luigi Magni con Nino Manfredi, S. Sandrelli – Siracusa

SEDOTTA E ABBANDONATA di Pietro Germi con Stefania Sandrelli, Saro Urzì – Sciacca

SEGRETI DI STATO di Paolo Benvenuti con Antonio Catania

SICILIA di Jean Marie Straub e Daniele Huillet – Catania – Siracusa

SOTTO DIECI BANDIERE di Duilio Coletti con Van Heflin – Rada di Augusta e lungo la costa siracusana

SPERDUTI NEL BUIO (1914) di Nino Martoglio con Giovanni Grasso, Virginia Balistrieri.

STANNO TUTTI BENE di Giuseppe Tornatore con Marcello Mastroianni –Castelvetrano

STAR WARS Episodio III La Vendetta di Sirt di G. Lucas – Etna

STORIA DI UNA CAPINERA di Franco Zeffirelli – Noto

STORIA DI UNA CAPINERA di Franco Zeffirelli con Angela Marie Bettis –Provincie Catania – Siracusa – Ragusa

STORIA DI UNA CAPINERA di Gennaro Righelli con Marina Berti, Claudio Gora  – Bronte

STROMBOLI TERRA DI DIO  di Roberto Rossellini con Ingrid Bergman. – Stromboli

SUD SIDE STORI di Roberta Torre – Palermo

TANO DA MORIRE di Roberta Torre – Palermo

TERESA RAQUIN (1915) di Nino Martoglio con Giacinta Pezzana.

TERRA DI NESSUNO di Mario Baffico con Stefano Landi

TERRAFERMA di Emanuele Crialese, girato a Linosa

TESTIMONE A RISCHIO di Pasquale Pozzessere con Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy

TIPI DA SPIAGGIA di Mario Mattioli con Ugo Tognazzi – Taormina

TONY ARZENTA di Tuccio Dessari con Alain Delon – Noto

TOTO’ CHE VISSE DUE VOLTE di Daniele Ciprì e Franco Maresco – Palermo

TRA SCILLA E CARIDDI di Demetrio Casile con Monica Antonacci

TRE GIORNI D’ANARCHIA di Vito Zagarrio con Enrico Lo Verso, Tiziana Lodato – Enna e Ragusa

TU RIDI di Paolo e Vittorio Taviani con Antonio Albanese, Turi Ferro

TUTTI I SANTI GIORNI di Paolo Virzì – Cefalù

ULTIMO RESPIRO di Felice Farina con Francesco Benigno

UN BELLISSIMO NOVEMBRE, di Mauro Bolognini. Girato ad Acireale e a Catania

UN CASO DI COSCIENZA di Gianni Grimaldi con Lando Buzzanca, Saro Urzì – Zafferana Etnea

UN UOMO DA BRUCIARE di Valentino Orsini,Paolo e Vittorio Taviani con Gian Maria Volontè

UN UOMO IN GINOCCHIO di Damiano Damiani con Giuliano Gemma – Palermo, Palazzo Adriano

UNA CAMPANA PER ADANO di Henry King

UNA NOTTE BLU COBALTO di Daniele Gangemi – Catania

UNA STORIA SEMPLICE di Emidio Greco con Gian Maria Volontè – Vizzini

VACANZE D’AMORE di Jean Paul Le Chanois con Lucia Bosè girato a Cefalù

VENDETTA PER IL SANTO di Jim O’ Connolly con Roger Moore

VENTO DEL SUD di Enzo Provenzale con Renato Salvatori, Claudia Cardinale – San Vito Lo Capo

VESPRO SICILIANO regia di Giorgio Pàstina

VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA di Henry Levin con James Mason

VIOLA DI MARE, di Donatella Maiorca. Girato fra Trapani e Favignana.

VIPERA di Sergio Citti con Giancarlo Giannini – Castiglione di Sicilia

VIRILITA’ di Paolo Cavara con Turi Ferro, Agostina Belli

VIVA L’ITALIA di Roberto Rossellini con Renzo Ricci, Paolo Stoppa, Franco Interlenghi  – Marsala e Noto

VOLEVO I PANTALONI di Maurizio Ponzi con Lucia Bosè

VULCANO di William Dieterle con Anna Magnani – Vulcano girato a Lipari

 

** Film girati a Trapani e Pr.

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CRONOLOGIA DI TUTTI I FILM GIRATI E/O AMBIENTATI IN SICILIA

Cinema muto

IL ROMANZO (1913) di Nino Martoglio con Giovanni Grasso.

CAPITAN BLANCO (1914) di Nino Martoglio con Giovanni Grasso.

SPERDUTI NEL BUIO (1914) di Nino Martoglio con Giovanni Grasso, Virginia Balistrieri.

TERESA RAQUIN (1915) di Nino Martoglio con Giacinta Pezzana.

LA CAVALLERIA RUSTICANA (1924) di Mario Gargiulo, con Giovanni Grasso.

1934

I MILLE DI GARIBALDI  – 1860 – di Alessandro Blasetti

IL PARANINFO con Angelo Musco, Rosina Anselmi.

L’EREDITÀ DELLO ZIO BUONANIMA di Amleto Palermi con Angelo Musco, Rosina Anselmi.

1935

CASTA DIVA di Carmine Gallone

FIAT VOLUNTAS DEI di Amleto Palermi, con Angelo Musco, Rosina Anselmi.

L’ARIA DEL CONTINENTE di Gennaro Righelli con Angelo Musco, Rosina Anselmi.

1936

LO SMEMORATO con Angelo Musco.

PENSACI GIACOMINO di Gennaro Righelli con Angelo Musco

RE DI DENARI con Angelo Musco, Rosina Anselmi e Vittoria Carpi.

1937

GATTA CI COVA con Angelo Musco, Rosina Anselmi.

IL FEROCE SALADINO con Angelo Musco, Rosina Anselmi.

 1939

CAVALLERIA RUSTICANA di Amleto Palermi  con Carlo Ninchi, Doris Duranti

TERRA DI NESSUNO di Mario Baffico con Stefano Landi

1942

CARMELA di Flavio Calzavara con Doris Duranti

LA BELLA ADDORMENTATA di Luigi Chiarini con Luisa Ferida, Amedeo Nazzari

1943

GELOSIA di Ferdinando Maria Poggioli con Roldano Lupi, Luisa Ferida

STORIA DI UNA CAPINERA di Gennaro Righelli con Marina Berti, Claudio Gora  – Bronte

1945

UNA CAMPANA PER ADANO di Henry King

1946

MALACARNE (OLTRAGGIO ALL’AMORE) di P. Mercanti con Amedeo Nazzari – Castellamare del Golfo

MALIA di Giuseppe Amato con Anna Proclemer, Rossano Brazzi – Catania e provincia

PAISA’ di Roberto Rossellini con William Tubbs Provincia Catania

1947

I CAVALIERI DALLE MASCHERE NERE (I Beati Paoli) di P. Mercanti con O. Toso

IL PRINCIPE RIBELLE di Pino Mercanti con Massimo Serato

1948

ANNI DIFFICILI di Luigi Zampa con Umberto Spadaro, Massimo Girotti – Modica

CAGLIOSTRO di Gregory Ratoff con Orson Welles

LA TERRA TREMA di Luchino Visconti Aci Castello – Aci Trezza

1949

IN NOME DELLA LEGGE di Pietro Germi con Massimo Girotti – Sciacca

STROMBOLI – Terra di Dio di Roberto Rossellini con Ingrid Bergman – Stromboli

VESPRO SICILIANO regia di Giorgio Pàstina

1950

E’ PRIMAVERA di Renato Castellani con Irene Genna, Elena Varzi

GLI INESORABILI di Camillo Mastrocinque con Rossano Brazzi

I FUORILEGGE (Giuliano – Il bandito di Sicilia) di Aldo Vergano con V. Gassman – Piana degli Albanesi

IL CAMMINO DELLA SPERANZA di Pietro Germi con Raf Vallone –Capodarso (monte)

LA STORIA DI UNA CAPINERA di Gennaro Righelli con Marina Berti

STROMBOLI TERRA DI DIO  di Roberto Rossellini con Ingrid Bergman. – Stromboli

VULCANO di William Dieterle con Anna Magnani – Vulcano girato a Lipari

1952

IL SEGRETO DELLE TRE PUNTE di Carlo Ludovico Bragaglia  con M. Serato

1953

ANNI FACILI di Luigi Zampa con Nino Taranto Modica – Noto

C’ERA UNA VOLTA ANGELO MUSCO di Giorgio Walter Chili 

CAVALLERIA RUSTICANA di Carmine Gallone con Kerima – Anthony Quinn – Ettore Manni – May Britt – Provincia Siracusa – Noto

GELOSIA di Pietro Germi – Belmonte Mezzagno

LA LUPA di Alberto Lattuada con Kerima, Anthony Quinn

VACANZE D’AMORE di Jean Paul Le Chanois con Lucia Bosè girato a Cefalù

1955

L’ARTE DI ARRANGIARSI di Luigi Zampa con Alberto Sordi – Catania

1956

AGGUATO SUL MARE di Pino Mercanti con Ettore Manni Aci Castello –Aci Trezza – Portopalo – Siracusa.

1959

I MAFIOSI di Roberto Mauri con Erno Crisa

TIPI DA SPIAGGIA di Mario Mattioli con Ugo Tognazzi – Taormina

VENTO DEL SUD di Enzo Provenzale con Renato Salvatori, Claudia Cardinale – San Vito Lo Capo

VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA di Henry Levin con James Mason

1960

IL BELL’ANTONIO di Mauro Bolognini con Marcello Mastroianni, C. Cardinale – Catania

INTRIGO A TAORMINA di Giorgio Bianchi con Ugo Tognazzi, Walter Chiari – Taormina

L’ASSEDIO DI SIRACUSA di Piero Francisci con Rossano Brazzi – Esterni lungo la costa siracusana

L’AVVENTURA di Michelangelo Antonioni con Monica Vitti – Bagheria – Mondello – Noto – Panarea – Taormina

SOTTO DIECI BANDIERE di Duilio Coletti con Van Heflin – Rada di Augusta e lungo la costa siracusana

1961

BARABBA di Richard Fleischer con Anthony Quinn, Vittorio Gassman – Girato sull’Etna – Catania

L’ONORATA SOCIETA’ di Riccardo Pazzaglia con F.Franchi, C. Ingrassia

VIVA L’ITALIA di Roberto Rossellini con Renzo Ricci, Paolo Stoppa, Franco Interlenghi  – Marsala e Noto

1962

DIVORZIO ALL’ITALIANA  di Pietro Germi con Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli – Ispica – Ragusa

I NUOVI ANGELI di Ugo Gregoretti

IL TIRANNO DI SIRACUSA di C. Bernhardt, A. Cardone con G. Williams

 

LA SMANIA ADDOSSO di Marcello Andrei con Gerard Blain

JESSICA di Jean Negulesco e Oreste Palella con Maurice Chevalier.

MAFIOSO di Alberto Lattuada con Alberto Sordi – Bagheria

SALVATORE GIULIANO  di Francesco Rosi con Frank Wolff, Salvo Randone –  Castelvetrano – Montedoro – Montelepre

UN UOMO DA BRUCIARE di Valentino Orsini,Paolo e Vittorio Taviani con Gian Maria Volontè

1963

COMIZI D’AMORE film inchiesta di Pier Paolo Pasolini

DIVORZIO ALLA SICILIANA di Enzo Di Gianni con Liana Orfei

FINCHE’ DURA LA TEMPESTA di Charles Frend, Bruno Vailati con G. Ferzetti – Augusta

I DUE MAFIOSI di Giorgio Simonelli con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia

I FIDANZATI di Ermanno Olmi con Carlo Cabrini – Siracusa – Priolo Gargallo

IL GATTOPARDO di Luchino Visconti con Burt Lancaster, Claudia Cardinale – Ciminna – Palermo

LIOLA’ di Alessandro Blasetti con Ugo Tognazzi – Catania

MARE MATTO di Renato Castellani con Gina Lollobrigida e Jean Paul Belmondo – Messina

1964  

IL VANGELO SECONDO MATTEO di Pier Paolo Pasolini – Etna

SEDOTTA E ABBANDONATA di Pietro Germi con Stefania Sandrelli, Saro Urzì – Sciacca

1965

CASANOVA ’70 di Mario Monicelli con Marcello Mastroianni, Virna Lisi – Marina di Melilli

MADE IN ITALY di Nanni Loy con Lando Buzzanca, Nino Manfredi, Alberto Sordi – Episodio “Usi e costumi” – Siracusa

1966

PAPA’ MA CHE COSA HAI FATTO IN GUERRA? Di Blake Edwards con J.Corbun

1967

A CIASCUNO IL SUO di Elio Petri con Gian Maria Volontè, Irene Papas – Cefalù

ASSICURASI VERGINE di Giorgio Bianchi con Romina Power – Ragusa – Siracusa 

DON GIOVANNI IN SICILIA di Alberto Lattuada con Lando Buzzanca

GENTE D’ONORE di Folco Lulli con Folco Lulli, Sarò Urzì

I BARBIERI DI SICILIA di Marcello Ciorciolini con Fanco Franchi e Ciccio Ingrassia

1968

IL GIORNO DELLA CIVETTA di Damiano Damiani con Franco Nero, Claudia Cardinale – Provincia  Agrigento –  Partinico

L’AMANTE DI GRAMIGNA di Carlo Lizzani con Gian Maria Volontè, Stefania Sandrelli – Girato a Vizzini e dintorni

LA PIU’ BELLA COPPIA DEL MONDO di Camillo Mastrocinque con Walter Chiari, Pino Caruso –Catania – Siracusa

LA FRATELLANZA di Martin Ritt con Kirk Douglas, Irene Papas

LA RAGAZZA CON LA PISTOLA di Mario Monicelli con Monica Vitti, Carlo Giuffrè – 

MEGLIO VEDOVA di Duccio Tessari con Virna Lisi, Peter Mc Enery – Catania – Noto – Marzamemi – Priolo – Siracusa

VENDETTA PER IL SANTO di Jim O’ Connolly con Roger Moore

 

1969

IL CLAN DEI SICILIANI di Henry Verneuil con Jean Gabin e Alain Delon

UN BELLISSIMO NOVEMBRE, di Mauro Bolognini. Girato ad Acireale e a Catania

1970

IL SASSO IN BOCCA di Giuseppe Ferrara – Ragusa

L’AMORE CONIUGALE di Dacia Maraini con Thomas Milian – Bagheria

LA MOGLIE PIU’ BELLA  di Damiano Damiani con Ornella Muti, Alessio Orano – Provincia  Agrigento – Cinisi  

LA PRIMA NOTTE DEL DOTT. DANIELI, INDUSTRIALE CON IL COMPLESSO DEL   GIOCATTOLO di Gianni Grimaldi con Lando Buzzanca –Acireale

ROSOLINO PATERNO’,SOLDATO di Nanni Loy con Nino Manfredi –Augusta – Licata

UN CASO DI COSCIENZA di Gianni Grimaldi con Lando Buzzanca, Saro Urzì – Zafferana Etnea

1971

LO VOGLIO MASCHIO di Ugo Saitta con Tuccio Musumeci e leo Gullotta

1972

BRONTE: cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno mai raccontato di Florestano Vancini con Ivo Garrani – Bronte – Etna

FRATELLO SOLE, SORELLA LUNA di Franco Zeffirelli – Monreale

IL CASO MATTEI di Francesco Rosi con Gian Maria Volontè

IL CASO PISCIOTTA di Eriprando Visconti con Tony Musante – Castelvetrano – Montedoro – Montelepre

IL PADRINO di Francis Ford Coppola con Marlon Brando, Al Pacino Forza D’Agrò – Sàvoca

IL SEGRETO DI COSA NOSTRA di Terence Young con Charles Bronson

LA GRANDE SCROFA NERA di Filippo Ottoni con Rada Rassimov

LA MAFIA LO CHIAMAVA IL SANTO MA ERA IL CASTIGO DI DIO di Jim O’ Connolly con R.Moore

LA SCHIAVA IO CE L’HO E TU NO di Giorgio Capitani con Lando Buzzanca – Palermo e Cefalù

MIMI’ METALLURGICO FERITO NELL’ONORE di Lina Wertmuller con Giancarlo Giannini Catania – Zona industriale Priolo

1973

BACIAMO LE MANI di Vittorio Schiraldi (1973)

IL BOSS di Ferdinando Di Leo con Henry Silva – Palermo

 L’AMORE CONIUGALE di Dacia Maraini Bagheria

LA PADRINA di Al Pisani con Lydia Alfonsi – Siracusa – Villa Messina c.da Bibiniello

LA SEDUZIONE di Ferdinando di Leo con Lisa Gastoni

MALIZIA di Salvatore Samperi con Turi Ferro, Laura Antonelli – Catania – Acireale

PAOLO IL CALDO di Marco Vicario con Giancarlo Giannini, Rossana Podestà

TONY ARZENTA di Tuccio Dessari con Alain Delon – Noto

1974

CAGLIOSTRO di Daniele Pettinari con Bekim Fehmiu

IL PADRINO PARTE II di Francis Ford Coppola con Al Pacino, Robert De Niro

IL VIAGGIO di Vittorio De Sica con Richard Burton, Sophia Loren – Ispica – Noto

LA CUGINA di Aldo Lado con Massimo Ranieri, Christian De Sica – Catania

LA GOVERNANTE di Gianni Grimaldi con Turi Ferro, Pino Caruso – Catania

MIO DIO COME SONO CADUTA IN BASSO di Luigi Comencini con L. Antonelli – Noto Madonna della Scala

VIRILITA’ di Paolo Cavara con Turi Ferro, Agostina Belli

1975

GENTE DI RISPETTO di Luigi Zampa con Franco Nero – Palazzolo Acreide  – Ragusa Ibla

L’INSEGNANTE di Nando Cicero con Edwige Fenech

LA PECCATRICE di Pier Ludovico Pavoni con Zeudi Araya

1976

CADAVERI ECCELLENTI di Francesco Rosi con Lino Ventura – Agrigento – Palermo

GAROFANO ROSSO di Luigi Faccini con Miguel Bosè – Siracusa

GIOVANNINO di Paolo Nuzzi con Christian De Sica – Catania

L’ITALIA S’E’ ROTTA di Steno con Enrico Montesano, Teo Tocoli

1977

IL PREFETTO DI FERRO di Luigi Squarzina con Giuliano Gemma, C. Cardinale – Gangi – Provincia Palermo

1978

CORLEONE di Luigi Squarzina con Giuliano Gemma, Claudia Cardinale –Corleone

FATTO DI SANGUE FRA DUE UOMINI PER CAUSA DI UNA VEDOVA, SI SOSPETTANO MOVENTI POLITICI di Lina Wertmuller con S. Loren, M. Mastroianni  Comitini – Siracusa – Siculiana

1979

DA CORLEONE A BROOKLYN di Umberto Lenzi con Mario Merola

GAROFANO ROSSO di Luigi Faccini con Miguel Bosè – Siracusa

UN UOMO IN GINOCCHIO di Damiano Damiani con Giuliano Gemma – Palermo, Palazzo Adriano

1981

ANNI DI PIOMBO di Margarethe Von Trotta con Jutta Lampe, Barbara Sukowa – Etna – Siracusa

I PALADINI STORIA D’ARMI E D’AMORI  di Giacomo Battiato con Zeudi Araya – Etna – Siracusa

IL TURNO di Tonino Cervi con Vittorio Gassman, Paolo Villaggio

1983

IL MORSO DEL RAGNO di Claude D’Anna con Giuliano Gemma

1984

CENTO GIORNI A PALERMO di Giuseppe Ferrara con Lino Ventura, Giuliana De Sio – Palermo

K A O S di Paolo e Vittorio Taviani con Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Margarita Loza – (Episodi L’ALTRO FIGLIO e LA GIARA – Donnafugata / Episodio COLLOQUIO CON LA MADRE – Giarratana – Ispica – Lipari – Ragusa – Siracusa / Episodio MAL DI LUNA – Salina)

LA PIOVRA di Damiano Damiani, con Michele Placido, Barbara De Rossi e Massimo Bonetti. La fiction giunse a dieci serie

OCCHIO NERO, OCCHIO BIONDO, OCCHIO FELINO di Loffredo Muzzi con M. R.Omaggio

1985

PIZZA CONNECTION di Damiano Damiani con Michele Placido

1986

IL COMMISSARIO LO GATTO di Dino Risi con Lino Banfi – Favignana

1987

IL SICILIANO di Michael Cimino con Christopher Lambert – Sutera

LA DONNA DELLA LUNA di Vito Zagarrio con Greta Scacchi – Ragusa

LA MORTE DI EMPEDOCLE di Jean Marie Straub e Danièle Huillet

LA SPOSA ERA BELLISSIMA di Pal Gabor con Angela Molina, Massimo Ghini

1988

I RAGAZZI DI VIA PANISPERNA di Gianni Amelio con Ennio Fantastichini, Laura Morante – Ragusa

IL PICCOLO DIAVOLO di e con Roberto Benigni. Ambientato in parte e girato a Taormina.

NUOVO CINEMA PARADISO  di Giuseppe Tornatore con Philippe Noiret – Bagheria – Castelbuono – Cefalù – Lascari – Santa Flavia – Termini Imerese

SECONDO PONZIO PILATO di Luigi Magni con Nino Manfredi, S. Sandrelli – Siracusa

1989

LA DONZELLETTA di Pasquale Scimeca – Sciara e provincia di Palermo

MARY PER SEMPRE di Marco Risi con Michele Placido, Claudio Amendola – Palermo

PALOMBELLA ROSSA di Nanni Moretti con Nanni Moretti – Acireale

1990

DIMENTICARE PALERMO di Francesco Rosi con James Belushi –Palermo

FERDINANDO UOMO D’AMORE di Memè Perlini con Ida Di Benedetto

IL PADRINO PARTE III di Francia Ford Coppola con Al Pacino – Palermo

IL SOLE BUIO di Damano Damiani con Jo Champa – Palermo

PER ODIO, PER AMORE di Nelo Risi con Serena Grandi

PORTE APERTE di Gianni Amelio con Gian Maria Volontè – Palermo -Ragusa

RAGAZZI FUORI di Marco Risi con Francesco Benigno – Palermo

STANNO TUTTI BENE di Giuseppe Tornatore con Marcello Mastroianni –Castelvetrano

VOLEVO I PANTALONI di Maurizio Ponzi con Lucia Bosè

1991

JOHNNY STECCHINO di Roberto Benigni con Roberto Benigni – Palermo

MALIZIA 2000 di Salvatore Samperi con Laura Antonelli, Turi Ferro – Catania

PER QUEL VIAGGIO IN SICILIA di Egidio Termine con Egidio Termine

ULTIMO RESPIRO di Felice Farina con Francesco Benigno

UNA STORIA SEMPLICE di Emidio Greco con Gian Maria Volontè – Vizzini

1992

ARRIVA LA BUFERA di Daniele Luchetti con Diego Abatantuono – Noto – Siracusa

IL LADRO DI BAMBINI di Gianni Amelio con Enrico LoVerso – Marina di Ragusa – Noto

IL TRITTICO DI ANTONELLO di Francesco Crescimone con Lydia Alfonsi

LA DISCESA DI ACLA’ A FLORISTELLA di Aurelio Grimaldi con Tony Sperandeo – Floristella – Madonie – Nebrodi – Marina di Noto

1993

CARO DIARIO  Episodio ISOLE di Nanni Moretti con Nanni Moretti – Alicudi – Lipari – Panarea – Salina – Stromboli 

GIOVANNI FALCONE di Giuseppe Ferrara con Michele Placido, Giancarlo Giannini – Palermo

IL GIORNO DI SAN SEBASTIANO di Pasquale Scimeca – Caltavuturo

LA RIBELLE – STORIA DI ENZA  di Aurelio Grimaldi con Penelope Cruz

LA SCORTA di Ricky Tognazzi con Claudio Amendola, Enrico Lo Verso – Marsala

MIELE, DOLCE AMORE di Enrico Coletti con Ben Cross

S U D di Gabriele Salvatores con Silvio Orlando, Francesca Neri – Marzamemi

STORIA DI UNA CAPINERA di Franco Zeffirelli – Noto

1994

IL GIUDICE RAGAZZINO di Alessandro De Robillant con Giulio Scarpati – Aragona – Canicattì – Comitini – Naro

IL POSTINO di Michael Radford e Massimo Troisi con Massimo Troisi – Salina

LE BUTTANE di Aurelio Grimaldi con Ida Di Benedetto, Guia Jelo – Palermo e Termini Imerese

MARIO E IL MAGO di Klaus Maria Brandauer con Klaus Maria Brandauer –Cefalù – Marzamemi

STORIA DI UNA CAPINERA di Franco Zeffirelli con Angela Marie Bettis –Provincie Catania – Siracusa – Ragusa

1995

COLPO DI LUNA di Alberto Simone con Nino Manfredi – Villa Fegotto di Chiaramonte Gulfi – Villa Vela – Palazzolo Acreide

L’UOMO DELLE STELLE di Giuseppe Tornatore con Sergio Castellitto – Marzamemi – Modica – Monterosso Almo – Ragusa Ibla

LA DEA DELL’AMORE di Woody Allen con Mira Sorvino – Taormina

LO SCHERMO A TRE PUNTE documento di Giuseppe Tornatore

LO ZIO DI BROOKLIN di Daniele Ciprì e Franco Maresco – Palermo

PALERMO-MILANO SOLO ANDATA di Claudio Fragrasso con Raoul Bova, Giancarlo Giannini –Palermo

1996

ITALIANI di Maurizio Ponzi con Maria Grazia Cucinotta, Tiziana Lodato

LA LUPA di Gabriele Lavia con Monica Guerritore, Raoul Bova, Michele Placido, G. Giannini – Vizzini – Siracusa – Case Musso di C.da Cardinale Palazzolo Acreide

NEROLIO di Aurelio Grimaldi  con Mario Cavicchioli , Piera Degli Esposti – Siracusa

1997

MARIANNA UCRIA di Roberto Faenza con Emmanuelle Laborit, Philippe Noiret – Siracusa – Noto – Palazzolo Acreide –  Villa Fegotto di Chiaramonte Gulfi

PANAREA di Giuseppe Moccia con Alessia Mertz – Panarea

TANO DA MORIRE di Roberta Torre – Palermo

TESTIMONE A RISCHIO di Pasquale Pozzessere con Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy

TRA SCILLA E CARIDDI di Demetrio Casile con Monica Antonacci

I BRIGANTI DI ZABUT di Pasquale Scimeca con Vincenzo Albanese

1998

COSI’ RIDEVANO di Gianni Amelio con Enrico Lo Verso

IL MACELLAIO di Aurelio Grimaldi con Alba Parietti  –  Termini Imerese

LA STANZA DELLO SCIROCCO di Maurizio Sciarra con Giancarlo Giannini, Tiziana Lodato – Donnafugata – Monterosso Almo

TOTO’ CHE VISSE DUE VOLTE di Daniele Ciprì e Franco Maresco – Palermo

TU RIDI di Paolo e Vittorio Taviani con Antonio Albanese, Turi Ferro

1999

FERDINANDO E CAROLINA di Lina Wertmuller con Sergio Assisi, Gabriella Pession – Foce Fiume Cassibile

IL TALENTO DI Mr. RIPLEY di Anthony Minghella con Gwyneth Paltrow, Matt Damon – Palermo

LA DONNA LUPO di Aurelio Grimaldi con Loredana Cannata

LA FAME E LA SETE di Antonio Albanese con Antonio Albanese – Palazzolo Acreide – Petralia Sottana

OLTREMARE NON E’ L’AMERICA  di Nello Correale con Ida Di Benedetto, Leo Gullotta, L. Zingaretti –Marzamemi – Case Musso Territorio Palazzolo Acreide – Isola di Mozia

SICILIA di Jean Marie Straub e Daniele Huillet – Catania – Siracusa

2000

CUORE SCATENATO di Gianluca Sodaro con Francesco Sframeli

I CENTO PASSI di Marco Tullio Giordana con Tony Sperandeo, Lucia Sardo –Cinisi

IL MANOSCRITTO DEL PRINCIPE di Roberto Andò con  Michel Bouquet, Jeanne Moreau – Palermo

MALENA di Giuseppe Tornatore con Monica Bellucci –  Siracusa – Provincia Agrigento

PLACIDO RIZZOTTO di Pasquale Scimeca con Marcello Mazzarella – Corleone – Isnello

PRIME LUCI DELL’ALBA di Roberto Gaudino com Gianmarco Tognazzi, Laura Morante – Trapani

SUD SIDE STORI di Roberta Torre – Palermo

2001

AVENING ANGELO di Martin Burke con Raoul Bova, Sylvester Stallone

BRANCACCIO di Gianfranco Albano con Lucia Sardo, Tiziana Lodato

L’ATTENTATUNI, di Claudio Bonivento (2001). Con Veronica Pivetti e Claudio Amendola. Girato e ambientato a Palermo.

VIPERA di Sergio Citti con Giancarlo Giannini – Castiglione di Sicilia

2002

ANGELA di Roberta Torre con Donatella Finocchiaro – Palermo

GLI ASTRONOMI di Diego Ronsisvalle. Ambientato e girato fra Noto, Acireale e Catania.

IL CONSIGLIO DI EGITTO di Emidio Greco con Silvio Orlando – Palermo, Vittoria

L’AMORE DI MARJA

NATI STANCHI di Dominick Tambasco con Salvatore Ficarra, Valentino Picone –  Palazzolo Acreide

RESPIRO di Emanuele Crialese con Valeria Golino – Lampedusa

2003

CUORE SCATENATO di Gianluca Sodaro con Luigi Burruano.

GLI ANGELI DI BORSELLINO di Rocco Cesareo con Brigitta Boccoli, Sebastiano Lo Monaco

GLI INDESIDERABILI di Pasquale Scimeca con  Vincent Gallo, Violante Placido

IL RITORNO DI CAGLIOSTRO di Ciprì e Maresco con  Luigi Maria Burruano – Palermo

L’ISOLA di Costanza Quatriglio con Marcello Mazzarella – Ustica

MY NAME IS TANINO di Paolo Virzì con Corrado Fortuna, Mimmo Mignemi – Castellammare del Golfo San Vito Lo Capo

PERDUTO AMOR di Franco Battiato con Corrado Fortuna, Tiziana Lodato – Bronte – Provincia Catania – Donnafugata – Ispica – Ragusa – Riposto

SEGRETI DI STATO di Paolo Benvenuti con Antonio Catania

2004

COME INGUAIAMMO IL CINEMA ITALIANO – LA VERA STORIA DI FRANCO E CICCIO di Daniele Ciprì e Franco Maresco (2004) – Palermo

L’ODORE DEL SANGUE di Mario Martone con Michele Placido, Fanny Ardant – Gibellina

OCEAN’S TWELVE di Steven Soderbergh con George Clooney, Brad Pitt – Castellammare del Golfo -Scopello

TRE GIORNI D’ANARCHIA di Vito Zagarrio con Enrico Lo Verso, Tiziana Lodato – Enna e Ragusa

2005

ALLA LUCE DEL SOLE di Roberto Faenza con Luca Zingaretti – Palermo

IN UN ALTRO PAESE di Marco Turco  – Palermo

LA MAFIA È BIANCA (2005) (**) di Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini.

LETTERE DALLA SICILIA di Manuel Giliberti con Andrea Giordana – Cattolica Eraclea

MIRACOLO A PALERMO di Beppe Cino con Tony Sperandeo, Luigi Maria Burruano – Palermo

STAR WARS Episodio III La Vendetta di Sirt di G. Lucas – Etna

 

2006

AGENTE MATRIMONIALE  di Christian Bisceglia –  Catania, Trecastagni, Misterbianco

GIOVANNI FALCONE, L’UOMO CHE SFIDÒ COSA NOSTRA di Andrea e Antonio Frazzi

IL REGISTA DI MATRIMONI di Marco Bellocchio con Sergio Castellitto e Donatella Finocchiaro. Girato a Cefalù.

NOTTE SENZA FINE di Elisabetta Sgarbi con Anna Bonaiuto, Toni Servillo

NUOVOMONDO di Emanuele Crialese con Vincenzo Amato – Petralia Soprana – Petralia Sottana – Catania

SALVATORE QUESTA E’ LA VITA  di Gian Paolo Cugno con Enrico Lo Verso – Pachino – Portopalo di Capopassero – Marzamemi

2007

I VICERÉ di Roberto Faenza. Girato fra Acireale e Catania.

IL 7 E L’8 di G. Avellino, Ficarra e Picone con Ficarra e Picone – Palermo, Altavilla M., Santa Lucia del Mela, Messina

IL DOLCE E L’AMARO di Andrea Porporati – Girato ad Alcamo, Buseto Palizzolo e Castelluzzo

IL SOLE NERO di Krzysztof Zanussi con Valeria Golino, Remo Girone ed Enrico Lo Verso. Catania -Siracusa

L’UOMO DI VETRO  di Stefano Incerti con David Coco e Tony Sperandeo. Ambientato e girato fra Palermo e Catania.

MILANO-PALERMO IL RITORNO di Claudio Fragasso con Roaul Bova – Palermo

ROSSO MALPELO di Pasquale Scimeca – Girato nel Parco Minerario Floristella-Grottacalda (Enna)

2008

GRANDE, GROSSO E VERDONE di Carlo Verdone – Il 3^ episodio è girato a Taormina

PALERMO SHOOTING di Wim Wenders – Girato a Palermo

2009

BAARÌA di Giuseppe Tornatore. Girato per buona parte nel comune di Bagheria.

LA MATASSA di Ficarra e Picone – Catania e Paternò

LA SICILIANA RIBELLE di Marco Amenta – Palazzo Adriano – Palermo

SANDOKAN IN SICILY di Adita Battacharya, con Kabir Bedi.

UNA NOTTE BLU COBALTO di Daniele Gangemi – Catania

VIOLA DI MARE, di Donatella Maiorca. Girato fra Trapani e Favignana.

2010

FUGHE E APPRODI di Giovanna Taviani, girato nelle Eolie

I BACI MAI DATI di Roberta Torre, girato nel quartiere Librino di Catania

LA BELLA SOCIETÀ di Gian Paolo Cugno, girato tra Enna,Leonforte-Pirato e Torino

MALAVOGLIA  di Pasquale Scimeca – Acitrezza e Marzamemi

LA SCOMPARSA DI PATO’ di Rocco Mortelliti – Girato a Naro e Canicattì

RISTABBANNA di Daniele De Plano, Gianni Cardillo – Girato a Marsa e Trapani

2011

TERRAFERMA di Emanuele Crialese, girato a Linosa

L’AMORE FA MALE di Mirca Viola, girato a Catania

IL SEGRETO DELL’ACQUA con Riccardo Scamarcio e Tony Sperandeo, girato tra Palermo, Santa Margherita Belice e Sambuca di Sicilia

Come un delfino  di Stefano Reali – Catania, Isole Eolie, Messina, Milazzo

Madame Mosaic di Momò Yi Ching Lee

Naftalina  di Ricky Caruso

Native  di John Real

2012

TUTTI I SANTI GIORNI di Paolo Virzì, girato a Cefalù

Baci salati  di Antonino Zappalà

L’onore e il rispetto  a Siracusa e Noto

Terramatta  di Costanza Quatriglio

2013

Rocky,  di Sujit Mondal

Via Castellana Bandieradi Emma Dante

La mafia uccide solo d’estatedi Pierfrancesco Diliberto

Ore diciotto in punto di Giuseppe Gigliorosso

Catania! di Doug Bremner – Catania

Generazione Donna regia di Cristian Riolo

Squadra antimafia 5 regia di Beniamino Catena

2014

Andiamo a quel paese

2015

Il racconto dei racconti di Matteo Garrone

A Bigger Splash di Luca Guadagnino (Pantelleria)

2016

In guerra per amore di Pif – (Erice, saline di Trapani e Custonaci)

Ustica , di Renzo Martinelli

Felicia Impastato di Gianfranco Albano  – Cinisi, Palermo.

L’Ora legale di Ficarra e Picone – Termini Imerese

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2010
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** Tutti i film dal 2001 al 2010

2001

VIPERA di Sergio Citti con Giancarlo Giannini – Castiglione di Sicilia

AVENING ANGELO di Martin Burke con Raoul Bova, Sylvester Stallone

BRANCACCIO di Gianfranco Albano con Lucia Sardo, Tiziana Lodato

L’ATTENTATUNI, di Claudio Bonivento (2001). Con Veronica Pivetti e Claudio Amendola. Girato e ambientato a Palermo.

2002

IL CONSIGLIO DI EGITTO di Emidio Greco con Silvio Orlando – Palermo, Vittoria

NATI STANCHI di Dominick Tambasco con Salvatore Ficarra, Valentino Picone –  Palazzolo Acreide

ANGELA di Roberta Torre con Donatella Finocchiaro – Palermo

RESPIRO di Emanuele Crialese con Valeria Golino – Lampedusa

L’AMORE DI MARJA

GLI ASTRONOMI di Diego Ronsisvalle. Ambientato e girato fra Noto, Acireale e Catania.

2003

GLI INDESIDERABILI di Pasquale Scimeca con  Vincent Gallo, Violante Placido

MY NAME IS TANINO di Paolo Virzì con Corrado Fortuna, Mimmo Mignemi – Castellammare del Golfo San Vito Lo Capo

L’ISOLA di Costanza Quatriglio con Marcello Mazzarella – Ustica

PERDUTO AMOR di Franco Battiato con Corrado Fortuna, Tiziana Lodato – Bronte – Provincia Catania – Donnafugata – Ispica – Ragusa – Riposto

SEGRETI DI STATO di Paolo Benvenuti con Antonio Catania

IL RITORNO DI CAGLIOSTRO di Ciprì e Maresco con  Luigi Maria Burruano . Palermo

GLI ANGELI DI BORSELLINO di Rocco Cesareo con Brigitta Boccoli, Sebastiano Lo Monaco

CUORE SCATENATO di Gianluca Sodaro con Luigi Burruano.


2004

TRE GIORNI D’ANARCHIA di Vito Zagarrio con Enrico Lo Verso, Tiziana Lodato – Enna e Ragusa

OCEAN’S TWELVE di Steven Soderbergh con George Clooney, Brad Pitt – Castellammare del Golfo -Scopello

L’ODORE DEL SANGUE di Mario Martone con Michele Placido, Fanny Ardant – Gibellina

COME INGUAIAMMO IL CINEMA ITALIANO – LA VERA STORIA DI FRANCO E CICCIO di Daniele Ciprì e Franco Maresco (2004) – Palermo

2005

MIRACOLO A PALERMO di Beppe Cino con Tony Sperandeo, Luigi Maria Burruano – Palermo

ALLA LUCE DEL SOLE di Roberto Faenza con Luca Zingaretti – Palermo

LETTERE DALLA SICILIA di Manuel Giliberti con Andrea Giordana – Cattolica Eraclea

STAR WARS Episodio III La Vendetta di Sirt di G. Lucas – Etna

LA MAFIA È BIANCA (2005) (**) di Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini.

2006

NUOVOMONDO di Emanuele Crialese con Vincenzo Amato – Petralia Soprana – Petralia Sottana – Catania

SALVATORE QUESTA E’ LA VITA  di Gian Paolo Cugno con Enrico Lo Verso – Pachino – Portopalo di Capopassero – Marzamemi

NOTTE SENZA FINE di Elisabetta Sgarbi con Anna Bonaiuto, Toni Servillo

AGENTE MATRIMONIALE  di Christian Bisceglia –  Catania, Trecastagni, Misterbianco

IN UN ALTRO PAESE di Marco Turco 

NUOVOMONDO di Emanuele Crialese.

IL REGISTA DI MATRIMONI di Marco Bellocchio con Sergio Castellitto e Donatella Finocchiaro. Girato a Cefalù.

GIOVANNI FALCONE, L’UOMO CHE SFIDÒ COSA NOSTRA di Andrea e Antonio Frazzi

2007

L’UOMO DI VETRO  di Stefano Incerti con David Coco e Tony Sperandeo. Ambientato e girato fra Palermo e Catania.

IL SOLE NERO di Krzysztof Zanussi con Valeria Golino, Remo Girone ed Enrico Lo Verso. Catania -Siracusa

IL 7 E L’8 di G. Avellino, Ficarra e Picone con Ficarra e Picone – Palermo, Altavilla M., Santa Lucia del Mela, Messina

MILANO-PALERMO IL RITORNO di Claudio Fragasso con Roaul Bova – Palermo

I VICERÉ di Roberto Faenza. Girato fra Acireale e Catania.

 

2008

GRANDE, GROSSO E VERDONE di Carlo Verdone – Il 3^ episodio è girato a Taormina

PALERMO SHOOTING di Wim Wenders – Girato a Palermo


2009

LA SICILIANA RIBELLE di Marco Amenta – Palazzo Adriano – Palermo

LA MATASSA di Ficarra e Picone – Catania e Paternò

SANDOKAN IN SICILY di Adita Battacharya, con Kabir Bedi.

BAARÌA di Giuseppe Tornatore. Girato per buona parte nel comune di Bagheria.

VIOLA DI MARE, di Donatella Maiorca. Girato fra Trapani e Favignana.

UNA NOTTE BLU COBALTO di Daniele Gangemi – Catania

2010

FUGHE E APPRODI di Giovanna Taviani, girato nelle Eolie

MALAVOGLIA  di Pasquale Scimeca – Acitrezza e Marzamemi

I BACI MAI DATI di Roberta Torre, girato nel quartiere Librino di Catania

LA BELLA SOCIETÀ di Gian Paolo Cugno, girato tra Enna,Leonforte-Pirato e Torino

RISTABBANNA di Daniele De Plano, Gianni Cardillo – Girato a Marsala e Trapani

 

2010
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Maria Grazia Cucinotta

Nata a Messina il 27 luglio del 1968.

Dopo un’esperienza nel campo della moda, partecipa al concorso di Miss Italia 1987 dove si classifica al terzo posto e viene scelta da Renzo Arbore, come valletta, per il programmaIndietro tutta!.

Nel 1989 è scelta per interpretare la protagonista femminile nel videoclip della canzone Diamante, accanto a Zucchero.

Nel 1990 esordisce nel film Vacanze di Natale ’90 (1990), mentre nel 1993 recita in Alto rischioCominciò tutto per caso e Abbronzatissimi 2 – Un anno dopo.

Nel 1994 viene scelta da Massimo Troisi come partner nel suo film Il postino, che la lancia non solo in Italia ma in tutto il mondo.

Nel 1995 interpreta I laureati di Leonardo Pieraccioni, ed il film horror spagnolo El Dia de la Bestia di Alex de la Iglesia, nel ruolo della fidanzata del giornalista.

Nel 1996 ritorna nelle sale con Sindaco di Ugo Fabrizio Giordani e Italiani di Maurizio Ponzi, nel doppio ruolo di madre e figlia. Recita inoltre nel Film-Tv Padre papà.

Nel 1997 interpreta la fiction Il quarto re, girato in Tunisia con Raoul Bova, mentre nel cinema è protagonista del film Camere da letto, con Diego Abatantuono, Ricky Tognazzi e Simona Izzo (che è anche la regista del film). È anche protagonista de L’avvocato Porta di Franco Giraldi con Gigi Proietti.

Sempre nel 1997 Maria Grazia posa per un calendario per Panorama.

Nel 1998 è protagonista de La seconda moglie, regia di Ugo Chiti e nella commedia Los Angeles – Cannes solo andata di Guy Greville-Morris. Inoltre, insieme a Michelle Hunziker eNathalie Caldonazzo, affianca Pippo Baudo, nel programma La festa del Disco, su Canale 5.

Nel 1999 è protagonista della serie cult I Soprano e fa anche una partecipazione nel film Agente 007 – Il mondo non basta, regia di Michael Apted.

Nel 2000 partecipa al film Ho solo fatto a pezzi mia moglie, con Woody Allen e Sharon Stone e l’anno seguente è la volta di Stregati dalla luna: in seguito inizia a recitare nel piccolo schermo nei film In punta di cuoreMaria Maddalena (con Giuliana De Sio e Ambra Angiolini) e Il bello delle donne 2 (con Stefania Sandrelli).

Il riscatto di critica e pubblico le giunge con il film Vaniglia e cioccolato, del 2004 di Ciro Ippolito dove recita a fianco di Alessandro Preziosi.

Nel 2005 inizia l’attività di produttrice con il film corale All the Invisible Children, diretto a più mani da registi come Emir Kusturica,Spike Lee, Ridley Scott e John Woo.

Nel 2006 recita nella miniserie televisiva Pompei, andata in onda nel Marzo 2006 su Raiuno per la regia di Giulio Base.

Nel 2007 prende parte al film Sweet Sweet Marja.

Ha avuto anche esperienze come doppiatrice per il cartone animato I Simpsons, nonché per film come Felix il coniglietto e la macchina del tempo nel 2006, di Giuseppe Laganà.

Il suo ultimo lavoro è stato il film Last Minute Marocco, uscito nel 2007 per la regia di Francesco Falaschi e di cui Maria Grazia è stata produttrice e attrice non protagonista.

Di recente si è reinventata come produttrice cinematografica.

Nel 2009, viene scelta quale madrina per il Festival del cinema di Venezia.[1]

Sempre nel 2009 partecipa come guest-star in alcuni episodi della sitcom Così fan tutte, in onda su Italia uno, con Alessia Marcuzzi e Debora Villa.

Nel 2010 continua la sua carriera di attrice americana interpretando un ruolo nel film intitolato Il rito.[2]

Nel 2010 le è stato attribuito il Premio America della Fondazione Italia USA.


I FILM DI MARIA GRAZIA CUCINOTTA

  • 1990: Viaggio d’amore
  • 1990: Vacanze di Natale ’90
  • 1993: Abbronzatissimi 2 – Un anno dopo
  • 1993: Cominciò tutto per caso
  • 1993: Alto rischio
  • 1994: Il postino
  • 1995: El día de la bestia
  • 1995: I laureati
  • 1996: Il sindaco
  • 1996: Italiani
  • 1997: Il decisionista
  • 1997: Camere da letto
  • 1997: A Brooklyn state of mind
  • 1998: La seconda moglie
  • 1998: Ballad of the Nightingale
  • 1999: Agente 007 – Il mondo non basta
  • 2000: Ho solo fatto a pezzi mia moglie
  • 2000: Just One Night
  • 2001: Stregati dalla luna
  • 2003: Mariti in affitto
  • 2003: Vaniglia e cioccolato
  • 2003: Miracolo a Palermo!
  • 2005: All the Invisible Children
  • 2007: Sweet Sweet Marja
  • 2007: Last Minute Marocco
  • 2008: L’imbroglio nel lenzuolo
  • 2008: Io non ci casco
  • 2008: Black flowers
  • 2008: La bella società
  • 2008: Viola di mare
  • 2010: Un giorno della vita
  • 2010: Il Bene dal Male
  • 2010: The Museum of Wonders
  • 2011: Il rito
Video “Lo spogliarello”
 
 
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[Youtube = w http://www.youtube.com/watch?v=hbGnHgRc8QA = 640 h = 390]
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************************ SICILIA FILM ***********************

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LEONARDO SCIASCIA: “LA SICILIA E’ CINEMA”

“SICILIA FILM” raccoglie le schede di tutti i film girati e ambientati nella nostra Isola dal “Cinema muto” ai nostri giorni, nonchè dei registi e degli attori siciliani, presentate in modo organico e facilmente consultabili.

Questa  iniziativa vuole essere un omaggio alla Sicilia che da sempre ha ispirato sceneggiatori e registi che hanno amato la nostra terra per i volti della sua gente, per le sue storie di dolore e sofferenza, per le vicende dei briganti sui monti, per i sanguigni melodrammi sentimentali, familiari e sociali, per i suoi splendidi luoghi, per il suo azzurro mare.

E lo conferma Leonardo Sciascia che ebbe a dire “La Sicilia è cinema”. Buona visione.

Mariano Barbàra

A distanza di qualche tempo, anche per inserire i nuovi film girati in Sicilia nel 2011 (pochi invero), ho ritenuto chiedere la collaborazione della prof. Lidia Saccaro, appassionata di cinema ma soprattutto di colonne sonore, al fine di inserire un suo commento al film e la traccia sonora quando reperibile in rete.

Anche questo sarà un lavoro lungo che, ovviamente, non potrà essere completato nel giro di poco, ma richiederà dei tempi un po’ più prolungati in relazione alla disponibilità di tempo della prof. Saccaro che sin da ora ringrazio per  avere accettato questa collaborazione molto impegnativa.

Le prime schede ad essere integrate  sono  quelle dei film “Il regista di matrimoni” , “Viola di Mare” , “La Cugina” , “Volevo i pantaloni”, “Palermo Shooting”, “Respiro” , 

NUOVI INSERIMENTI

22/04/2017 = Nerolio (1996)

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e da altri siti Internet

La scomparsa di Patò

Baaria

200
Barbara Mariano

La bella società

La donna della luna

 

* Film dal 2001 al 2010

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Cosa Nostra nel cinema: dal Padrino ai Cento Passi

di Antonello Mangano,

Mafia di celluloide

 Da Chicago anni ’30 agli anni ’70 di Cinisi, da attori eccezionali all’emozione degli eroi civili delle lotte antimafia. I film di mafia sono ormai un vero e proprio genere, difficile contarli tutti, ed hanno proposto luoghi comuni e momenti di alta cinematografia, sono stati successi mondiali o pellicole per pochi, hanno narrato l’epopea della via violenta al capitalismo o hanno semplicemente raccontato un angolo di Sicilia o una storia semplice.

La mafia (e l’antimafia) è sparita dall’agenda politica e dalle inchieste dei maggiori giornali, eppure sopravvive nel cinema, dove l’interesse del pubblico e degli autori è sempre vivo.

Molti film hanno scopi puramente commerciali, altri banalizzano e semplificano.

Tutti, però, al di là del valore artistico, del livello ideologico e delle buone (o cattive) intenzioni degli autori, sono spunto per qualche interessante riflessione.

La cultura della morte

Luna Rossa (2003) e’ il tipico film di qualità penalizzato dalla distribuzione.

E’ un film estremamente interessante per almeno un motivo: narra una guerra di camorra attualizzando la tragedia greca.

Per la precisione, il regista rilegge l’Orestiade di Eschilo, un’opera che fece dire a Pasolini che si accingeva alla traduzione dal greco:

 “Mi sono gettato sul testo, a divorarmelo come una belva, in pace: un cane sull’osso, uno stupendo osso carico di carne magra, stretto tra le zampe, a proteggerlo, contro un infimo campo visivo” [Eschilo – Pasolini 1960].

Il titolo si riferisce al classico della canzone napoletana (“Sentivano una canzone, ‘Luna Rossa’, una canzone sul tradimento”), ma la trama ripercorre il testo classico: Oreste se ne va dalla famiglia per sette anni mentre i congiunti si scannano tra loro, mettendo in atto trame di sangue.

Il legami di sangue così come i delitti sono ripercorsi nella loro assurdità ed oppressività.

Immediato il pensiero al confronto col cinema italo-americano, dove la lunga teoria di assassini di un tipico film di mafia scorre via con la tranquilla naturalezza di un western.

Uno sparo, un caduto. La morte è naturale e nulla fa pensare alla tragedia.

Capuano ci riporta alle radici della nostra cultura, dove la morte scuote la comunità, interroga le coscienze ed evidenzia i legami di sangue.

Una morte è sempre un lutto da elaborare e le vittime di una (qualunque) guerra non sono equiparabili alle eliminazioni di un videogame.

L’oppressione claustrofobia della villa blindata della famiglia vincente, dove però il tradimento può annidarsi presso il parente più prossimo, evidenzia la sconfitta intrinseca del modello mafioso – sempre sull’orlo di una fine che può arrivare in qualunque momento – e richiama alla ribellione contro la cultura della morte.

Ben diverso il modello dei vari “Padrini”, dove gli uomini della famiglia finiscono per diventare eroi e lo spettatore non avverte alcun senso di ribellione.

1. Il film southern

  Non tutti i film sulla Sicilia hanno come argomento la mafia, evidentemente. Ci sono pellicole derivate da romanzi ambientati in Sicilia (“Il Gattopardo” di Visconti è l’esempio classico), film di carattere storico (“Bronte” di Florestano Vancini), commedie, film sull’emigrazione, opere neorealiste e, negli ultimi anni, anche sperimentali.

Ma il filone numericamente più consistente è quello dei film di mafia, che molto schematicamente possono essere distinti in tre tipologie:

1. il film southern

2. il film impegnato

3. il film (italo)americano

“La mafia!” è il grido che scuote le persone cui appaiono, a cavallo e armati di fucile, figure nere e minacciose sullo sfondo del cielo. Sono apparsi all’improvviso sulla sommità di una collina; e se non fosse per il grido iniziale, si potrebbe pensare che il film “In nome della legge” (1949) di Pietro Germi sia ambientato nel selvaggio West americano.

Germi è genovese, il film lo gira nel ‘49: e per lui come per tanti settentrionali molto appassionati ma poco documentati, in quel periodo il Sud è la terra selvaggia dove la legge non esiste. Il film inizia con una voce fuori campo che con toni retorici ed enfatici, annuncia:

“Questa terra, questa sconfinata solitudine schiacciata dal sole, è la Sicilia. che non è soltanto il ridente giardino – aranci, ulivi, fiori – che voi conoscete o credete di conoscere, ma è anche terra nuda e bruciata, muri calcinati di un biancore accecante, uomini ermetici dagli antichi costumi che il forestiero non comprende. Un mondo misterioso e splendido, di una tragica e aspra bellezza”.

Il film deriva dal profondo amore di Germi per la Sicilia. Un amore che non porta alla comprensione: nonostante fosse stato girato in tempi di neorealismo, il film si ferma alla superficie e si abbandona al sentimentalismo. La storia è quella di un giovane pretore che giunge in un piccolo paese siciliano. Crede nella legge e sembra destinato all’inevitabile sconfitta cui corrisponde il trionfo mafioso.

Ma, in un finale inverosimile, il capomafia si toglie il berretto di fonte al giudice coraggioso e gli dice: – è ora di rientrare nella legge.

Quindi se ne va a cavallo, alla testa dei suoi uomini. [Vittorio Albano, in Autori Vari 1993, 92 sgg].

John Ford è il modello esplicito, sia per la struttura del racconto che per alcune scene. Ed anche la morale è quella tipica del western: pochi pionieri coraggiosi lottano contro l’illegalità per conquistare alla civiltà una terra selvaggia. Bene contro Male. E vittoria finale dei buoni.

Questa illusione già pochi anni più tardi viene a cadere: la cronaca non permette più finali consolatori e facili ottimismi. Il genere southern perde così i suoi tratti sentimentali, ma rimane lo stereotipo dell’eroe isolato che combatte il nemico: come nel western americano, le due parti usano gli stessi mezzi, la violenza dell’uno è uguale e contraria a quella dell’altro.

Il prefetto Mori è chiaramente l’eroe di questo modello, l’eroe dell’antimafia di destra, ed a lui è dedicato “Il prefetto di ferro” (1977) di Pasquale Squitieri: Mori è uno sceriffo tutto d’un pezzo, che però finisce sconfitto (con la nomina a senatore ed il trasferimento) anche a causa del regime che lui sostiene.

2. Il film impegnato

Il filone dei film d’impegno civile ha prodotto pellicole di valore diverso. Il migliore esempio è probabilmente “Salvatore Giuliano” (1961) di Francesco Rosi.

Il “secco cronachismo documentaristico di raro vigore drammatico” [Vittorio Albano, in Autori Vari 1993, 95] era il contrario del dramma sentimentale e retorico. Ne veniva fuori un durissimo atto d’accusa:

“E sarebbe bastato fare di Giuliano un personaggio, un triste e feroce megalomane mosso da mani abili, da precisi interessi padronali ed elettoralistici: politici, in definitiva. Relegandolo nell’invisibilità Rosi ha reso più dura l’accusa verso la classe dirigente che lo muoveva” [La Sicilia e il cinema, in Sciascia 1970].

Capostipite del genere “film-inchiesta” – che avrebbe conosciuto negli anni ’70 e ’80 il suo momento di massima popolarità – il film racconta la vita del bandito Salvatore Giuliano, seguace del separatismo e controverso eroe del popolo siciliano. Colpevole dell’assassinio di un carabiniere, Giuliano si nasconde nella campagna dell’isola ed ivi organizza una banda di fuorilegge, per arruolarsi, spinto da ideali politici maturati dopo la liberazione della Sicilia, tra le file dell’esercito separatista con cui porta in atto delle feroci scorribande in nome della libertà.

Il padre, il figliolo e lo Spirito Santo

Poi, quando il movimento viene sciolto, abbandonato dagli alleati e solo con i suoi uomini più fedeli, Giuliano torna a dedicarsi al brigantaggio macchiandosi di efferati delitti, che culminano nel massacro di Portella della Ginestra nel quale perdono la vita undici persone e ne restano gravemente ferite altre trentatré.

Da quel momento il governo istituisce un corpo speciale di polizia impegnato nella lotta al banditismo, per il quale Giuliano diviene il principale obiettivo: in breve, ogni uomo vicino al bandito è catturato od ucciso fino a quando, il 5 luglio 1950, egli stesso viene trovato morto davanti ad una casa di Castelvetrano.

Dopo la sua scomparsa si diffonderanno notizie del suo coinvolgimento coi principali gruppi di potere nella malavita organizzata, cui faranno seguito i misteriosi decessi di alcuni importanti uomini di mafia.

Il momento culminante del film è sicuramente il processo, in cui vengono ricostruiti minuziosamente i fatti. La denuncia più importante è quella di Pisciotta, fu pronunciata nell’aula del Tribunale e probabilmente fu anche la sua condanna a morte.

“Siamo un corpo solo, banditi, polizia e mafia, come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo”

Il film di Rosi è solitamente contrapposto a “Il Siciliano” (1987) di Michael Cimino, che tratta lo stesso argomento (Giuliano) con stile e modalità del tutto opposte.

Innanzitutto, la sceneggiatura: accurata fino al documentarismo quella di Rosi, generica, romanzata ed hollywoodiana la vicenda narrata da Cimino.

In Sicilia nel ’40, trasportando in una bara grano rubato per sfamare i poveri, Salvatore Giuliano e Pisciotta incappano nei carabinieri: Salvatore spara, ne uccide uno e fugge, inseguito, insieme a Pisciotta.

Nella fuga rubano i cavalli dell’americana Camilla, duchessa di Crotone. Ma Salvatore è mortalmente ferito e si rifugia in fin di vita in un convento di frati. Dopo molti giorni Giuliano si riprende, contro ogni logica, e ritorna al suo sogno di dare la terra ai contadini, così come vorrebbe anche il comunista Silvio Ferra, fratello della sua ragazza, Giovanna, e di annettere infine la Sicilia agli Stati Uniti d’America.

Salvatore Giuliano si avventura così in ogni sorta di imprese micidiali “in nome di Dio e della Sicilia”, in aperta rivolta contro quelli che egli ritiene i tre poteri che impediscono la realizzazione dei suo sogno: mafia, aristocrazia e chiesa.

Ammirato per le prodezze del bandito, il boss mafioso don Masino Croce cerca dapprima di prenderlo sotto la sua protezione, ma in seguito si serve del professore universitario Ettore Adonis e della duchessa americana, ormai infatuata dell’avvenente bandito, per sfruttarne la popolarità per i propri fini anticomunisti di stampo mafioso. L’occasione gli è offerta dalla festa del 1º maggio 1947, durante la quale mafiosi infiltrati nella banda di Giuliano – che si è frattanto asserragliato in montagna – provocano la strage di Portella delle Ginestre, contro le intenzioni di lui.

Il fatto segna la sorte del bandito, il quale, rimasto isolato, viene assassinato in un battello – stranamente battente bandiera americana – per mandato di don Masino, proprio dall’inseparabile Pisciotta, e, in seguito, crivellato di colpi in una piazza, per simulare uno scontro a fuoco con la polizia.

La ricostruzione dei fatti è sommaria, ed in alcuni punti storicamente falsa. In più, il protagonista è trattato in maniera opposta rispetto al film di Rosi.

Lì era praticamente invisibile, la vicenda era la vera protagonista. Qui è un improbabile Cristopher Lambert nelle vesti di un romantico eroe western sconfitto da eventi più grandi di lui e dalla propria ingenuità.

Tante pellicole del filone impegnato si sono risolte in una versione appena più sofisticata delsouthern: possono essere inseriti in questa categoria i film tratti dai libri di Sciascia, che si limitano a ripercorrere le vicende descritte dai libri (talvolta con qualche cambiamento inutile rispetto alla trama) senza cogliere la complessità e la ricchezza di temi e problemi che i libri contenevano:

“A Sciascia rimprovereremo sempre […] di aver permesso che il cinema ‘romano’ facesse [dei suoi romanzi] un uso magniloquente e distorto, tutt’altro che illuminista e illuminante come i romanzi avrebbero richiesto” [Fofi 1997, 27].

“A ciascuno il suo” (1967) di Elio Petri e “Il giorno della civetta” (1968) di Damiano Damiani sono due gialli di ambientazione siciliana e poco più. Il primo è più complesso, il secondo maggiormente schematico, ma entrambi risultano convenzionali, sembrano seguire le regole già codificate di un genere, al pari del western o del film di fantascienza.

Del tutto diversi dai libri sciasciani, che pur ispirandosi alla struttura del giallo, risultavano alla fine opere originalissime e non catalogabili in nessun genere particolare.

Damiani girerà altre pellicole – la principale è “Pizza connection” (1985) – che rappresentano una Sicilia violenta e cupa, con ampie concessioni ad esigenze spettacolari, secondo uno stile didascalico che non accorda però spazio alle possibilità di riscatto collettivo ed ama concentrarsi su pochi isolati eroi quasi inesorabilmente votati alla sconfitta ed alla morte violenta. Questo genere di impostazione contribuirà a determinare nell’immaginario collettivo l’equazione antimafioso = morto potenziale.

Identico discorso per i film di Giuseppe Ferrara, “Cento giorni a Palermo”(1984) e “Giovanni Falcone” (1993), brutti esempi di istant film in cui il cinema si affanna ad inseguire la cronaca, assumendosi inutilmente una funzione che non gli è propria.

Solo a partire dai primi anni ‘90 la Sicilia inizia ad essere prevalentemente raccontata da autori siciliani. Appartengono ad un filone “neo-neorealista” i film sceneggiati da Aurelio Grimaldi, che rappresentano nella forma più vera possibile, e talvolta con attori presi dalla strada, la disperazione dei ragazzi di Palermo, “Mery per sempre” (1990) e “Ragazzi fuori” (1991).

Qui siamo a Cinisi, non sull’isola di Wight

I cento passi (2000) è un viaggio all’interno della memoria degli Anni ’70, partendo dalla storia di un ragazzo di Cinisi, figlio di un mafioso, che rifiuta i valori paterni.

Bello, intenso, per nulla retorico, il film ha avuto un valore “extra-cinematografico” enorme riportando d’attualità le vicende quasi dimenticate dell’antimafia radicale e proponendo alle nuove generazioni il valore della lotta senza compromessi contro le ingiustizie e la criminalità.

La memoria della lotta alla mafia viaggia sull’onda di “A Whiter Shade of Pale” dei Procol Harum: e questa scelta musicale spiega l’operazione tentata da Marco Tullio Giordana in “I cento passi”.

I temi tipici degli anni ’70 (il mondo nuovo delle radio private, le radio libere, la contestazione con le sue tensioni e le sue incertezze, la rivolta di una generazione contro i propri padri) assumono un significato da affresco a contrasti intensi proprio a causa del contesto in cui sono collocati: la provincia palermitana dove la mafia diventa imprenditrice, controlla la droga nei due mondi e possiede la politica, le forze dell’ordine, parte della magistratura.

In più, è invisibile e l’opinione pubblica nazionale – anche la più colta, pensosa e di sinistra – non si pone assolutamente il problema.

I ragazzi di Cinisi saranno sempre soli e sono estremamente significative le scene sull’incomprensione con gli alternativi venuti dal Nord Italia e dal Nord Europa (“qui siamo a Cinisi, non sull’isola di Wight”).

“A far la differenza, a trasformare “I cento passi” in tragedia, è il contesto. Chi fondava una radio privata e sfotteva i poteri forti rischiava, a Milano o a Roma, un’irruzione della polizia. A Cinisi, Sicilia, la posta in gioco era diversa: era la morte.” [Alberto Crespi, FilmTV.it]

 Peppino Impastato gioca la propria scommessa fino in fondo: figlio di un mafioso di piccolo cabotaggio, nega il sistema di valori paterni e si rifiuta di percorrere “i cento passi” che separano la sua casa da quella di Tano Badalamenti, il boss che può decidere il suo destino.

L’aspetto che colpisce è l’assoluta diversità del film rispetto a tutti i film “di mafia”, specie rispetto a quelli che narrano di eroi dell’antimafia.

Forse perché la storia di Peppino è diversa dalle altre (non un giudice né un poliziotto, in più nato in ambiente mafioso e aderente alla sinistra antagonista), forse perché – come dice lo stesso regista – “I cento passi” non è un film di mafia.

Non è un film di mafia, se con questo termine ci si riferisce a gangster movies magari tecnicamente eccelsi ma privi di contenuti e di umanità e ideologicamente ammiccanti all’eroe noir che percorre con la violenza la strada che conduce al sogno americano del successo individuale.

Il film ha riproposto all’opinione pubblica nazionale una vicenda dimenticata. Molti particolari erano rimasti insabbiati, e tra questi va senza dubbio segnalato il ruolo preciso che assunsero la magistratura e le forze dell’ordine.

Ciò emerge in parte dal film, in realtà la vicenda fu ancora più grave. Le istituzioni erano pesantemente colluse e depistarono consapevolmente le indagini, al fine di chiudere la vicenda e non coinvolgere Badalamenti.

La famiglia Impastato, i compagni della radio e il centro di documentazione antimafia che era stato costituito già nel 1977 e che poi successivamente – nel 1980 – sarà intitolato alla memoria di Peppino svolsero un’opera incessante di indagine e denunciarono i risultati delle loro inchieste nel dossier “Notissimi Ignoti”, che significativamente portava in copertina una foto di Badalamenti.

Per venti anni le denunce furono pressoché ignorate, finché nel 1998 la procura di Palermo chiede il rinvio a giudizio per colui che tutti conoscono come il mandante dell’omicidio.

Nell’ordinanza, le istituzioni si autoassolvono per il lungo periodo di silenzio:

“L’auspicabile collaborazione da parte di chi, per quieto vivere era indotto a rispettare i segni di un ambiente dove il culto della sopraffazione e dell’omertà regnano sovrani, avrebbe certamente impedito quei ritardi che, uniti ai depistaggi iniziali e a segnali fuorvianti, hanno negativamente segnato le indagini su questo gravissimo fatto di sangue” [Cit. da Santino 1998]

La contorta prosa del GIP, ideale per la voce fuoricampo di un documentario Luce su una Sicilia da fichi d’india e sciccareddu, rovescia la realtà di 360 gradi.

Fu la famiglia, la società civile a denunciare per iscritto quanto sapeva e – come se non bastasse – a condurre indagini supplementari sostituendosi a quanti avevano il dovere di servire lo Stato e non “don Tano Seduto”.

Furono le istituzioni – per quieto vivere – a preferire la legge dell’omertà e a non ascoltare la voce dei familiari della vittima che – per una volta – si mettono a gridare la loro verità anziché elaborare il lutto al chiuso delle persiane, nella penombra di una casa siciliana.

Placido Rizzotto (2000) è un film per certi versi analogo a “I cento passi”, ma che ha avuto minore notorietà.

Il regista Scimeca narra con la cadenza del racconto orale, la storia del sindacalista ucciso dalla mafia alla fine degli Anni ’50.

Placido Rizzotto osserva, dall’alto, la sua amara Corleone. Scruta quei tetti e quelle vie. Rizzotto conduce una duplice lotta, contro i mafiosi e contro le regole feudali imposte dai proprietari terrieri. Le due lotte diventano una sola, perché proprietari e mafiosi sono alleati.

Il segretario della Camera del Lavoro è un eroe tragico (interpretato, con una stupefacente ed emozionante adesione, che sfiora l’identificazione, da Marcello Mazzarella) e va incontro alla morte con la consapevolezza di chi conosce i nomi di tutti i morti e di tutti i carnefici.

Sparirà la sera del 10 marzo 1948 e il suo corpo non sarà più trovato. Pasquale Scimeca (autore di ”Il giorno di San Sebastiano“ e ”Briganti di Zabut”) dedica a questo morto senza tomba un film molto bello che sottrae la cronaca e i personaggi al realismo, all’inchiesta televisiva e alla tradizione del cinema civile.

La cadenza narrativa è quella della favola, del racconto orale, del patrimonio drammaturgico dei cantastorie, di un’esistenza racchiusa in piccoli quadri, dei paesaggi maestosi, di scene laceranti evidenziate dalla struggente colonna sonora del gruppo palermitano Agricantus.

3. Il film (italo)americano

Il più celebre dei film Usa sulla mafia è senza dubbio “Il padrino” (1972) di Francis Ford Coppola. Il grande successo della pellicola inaugura un genere che avrà tantissimi epigoni, in genere imitazioni di scarsa qualità, ma disegna anche l’immagine della Sicilia del mondo (Sicilia = mafianasce sostanzialmente qui) e impone modi di parlare, accenti, comportamenti all’immaginario collettivo.

La Sicilia diventa luogo comune: il suo dialetto è quello dei doppiatori che trascinano un cantilenante pseudo-palermitano, i suoi paesaggi quelli dei monti che circondano la capitale siciliana, i suoi atteggiamenti quelli delle poche parole dense di significati nascosti e pronte a sottintendere una violenza senza freni.

Tutto il resto della Sicilia, geograficamente e culturalmente, semplicemente non esiste più, con l’eccezione di Little Italy, la proiezione newyorchese dell’isola, frutto di un incrocio bastardo tra la selvaggia determinazione di uomini arcaici e la modernità della metropoli.

Tutto questo – è il caso di dirlo per non caricare ulteriori responsabilità sulle spalle di Ford Coppola – va ben aldilà delle intenzioni del cast, che è composto in gran parte da italoamericani (tra l’altro tutti professionisti di grandissimo livello: Pacino, De Niro, …) che non fanno altro che raccontare ciò che è con buona approssimazione e molta onestà la storia della loro comunità (non così altri, con panni altrettanto sporchi: ebrei, russi, irlandesi…).

“Dice la storia che all’ultimo banchetto d’onore prima di essere espulso dagli Stati Uniti, Lucky Luciano aveva a tavola Joe Adonis, Willie Moretti […] ma anche il ‘tedesco’ Benjamin ‘Bugsy’ Siegel, l’irlandese Owney ‘The Killer’ Madden […], gli ebrei di origine russa o polacca Meyer Lansky e Longy Zwillman, più un avvocato dal nome inconfondibile: Moses Polakoff” [Stella 2002].

Insomma, i criminali appartenevano a tutte le comunità immigrate; tra l’altro i vari immigrati ebrei erano la vera comunità rivale degli italiani nell’amministrazione dei bordelli, delle distillerie e dei casinò illegali.

Secondo Ben Lawton, docente alla Purdue University dell’Indiana ed autore di monografie sul cinema, gli ebrei controllavano quasi tutte le mayor di Hollywod (MGM, Paramount, RKO, Warner Bros, 20th Century Fox, Columbia, Universal) e non avevano nessuna intenzione di diffondere un’immagine negativa della loro comunità [cit. in Stella 2002].

Hollywood Italians

Il Padrino è stato definito come il capostipite di altri autoritratti di comunità, operati in genere da italoamericani.

Prima di allora, erano stati già numerosi i film sul tema: il primo è addirittura del 1906, e significativamente porta il titolo The Black Hand, pellicola muta che racconta le prime bande di estortori siciliani, che firmavano “timbrando” con la mano sporca di carbone le lettere minatorie.

Da allora è una lunga teoria di film sulle comunità italiane, fino alle opere dirette o interpretate dai tanti italoamericano: Danny Aiello, Frank Capra, Francis Ford Coppola, Robert De Niro, Brian De Palma, Leonardo Di Caprio, James Gandolfini, Ray Liotta, Dean Martin, Vincente Minnelli, Al Pacino, Joe Pesci, Martin Scorsese, Frank Sinatra, Marisa Tomei, John Travolta, Rudolph Valentino).

“From the silent era and The Black Hand (1906) to The Sopranos, Hollywood has had a love-hate affair with Italian Americans”. [Bondadella 2004]

Un’altra pietra miliare è il film del 1930 “Little Cesar”, in cui il killer italiano insapora all’aglio le pallottole prima dei delitti.

Curiosamente, al di là del “Padrino” le due produzioni sul tema di maggiore successo sono due telefilm: uno risale al 1959, The Untouchables, è ambientato nella Chicago di Al Capone e servirà da spunto molti anni dopo al celebre film di De Palma con Robert De Niro.

Il serial suscitò numerose proteste contro il buon nome della comunità italiana: il figlio di Al Capone, che viveva in Florida, chiese un milione di dollari per risarcire il danno d’immagine fatto alla famiglia.

I camalli italiani di numerosi porti, insieme ad altre organizzazioni di italoamericani, minacciarono di ostacolare, non fumandole o non scaricandole sui moli, le Chesterfield colpevoli di comprare spazi pubblicitari all’interno del telefilm [cit. in Stella 2002].

Spesso le proteste contro l’immagine negativa degli italiani nei cinema ed in Tv partivano dall’Unione Siciliana, accusata fin dagli inizi del secolo di fare da intermediaria con i nuovi arrivati, e centro di reclutamento per le bande della Mano nera prima e di Cosa Nostra poi.

La seconda serie, The Sopranos, è invece recentissima (in questo momento la tv via cavo HBO, produttrice della serie, sta trasmettendo la puntata 65: “Tutto il rispetto dovuto”), ha avuto un successo eccezionale (“an international-television phenomenon”) pur riproponendo la solita saga di una famiglia mafiosa infarcita di luoghi comuni: dalla pizzeria “Nuovo Vesuvio” ai capelli impomatati, dalla giacche sgargianti fino alla cappa sempre presente, la perenne sensazione di un omicidio imminente.

Molti pensavano il b-movie italoamericano avesse perso di interesse: invece tantissimi americani non solo guardano la serie, ma ne scaricano le suonerie sui propri cellulari, dibattono sul forum ed addirittura acquistano nello store on line olio d’oliva imported from Italy, griffato dai personaggi della serie.

All’epoca della sua uscita, la prima parte de “Il Padrino” ebbe in Italia  un’accoglienza critica molto negativa. Numerosi recensori stroncarono senza pietà il film: l’autorevole Tullio Kezich lo bollò come “un condensato di luoghi comuni sui gangster italoamericani virtuosi in famiglia e feroci sul lavoro”, definendo l’episodio siciliano “di una cialtroneria offensiva”.

L’accusa al film è sostanzialmente una: la trama si regge sul più classico dei luoghi comuni sulla mafia; da un lato la “famiglia” all’antica, rispettosa dei valori e dell’onore, dall’altro la moderna mafia cinica e spietata. Se la prima talvolta arriva a dispensare giustizia, la seconda produce sangue e morte, ed esalta le caratteristiche del gangster movie prediletto dal cinema americano.

Guardando il sequel insieme alla prima parte, si vedono in realtà numerosi elementi di continuità:

·         La violenza è patrimonio sia dei “padri” che dei figli, con lo stesso culto inflessibile della vendetta

·         Tradimenti e violazione di qualunque codice d’onore sono comportamenti di tutti

Probabilmente, all’epoca della sua uscita il film presentava una conoscenza sul fenomeno mafioso molto superiore alla media, e ciò che colpì fu la doppia morale di personaggi che potevano essere “virtuosi in famiglia e feroci sul lavoro”.

Passerà ancora del tempo e vedremo covi di latitanti arrestati in preghiera con le immaginette della Madonna, pluriassassini che si definiscono onorati, e mille altre testimonianze di quella doppia morale che è tale solo per noi e non per un mafioso.

Tra gli elementi per l’epoca “avanzati”, vanno segnalati:

·         Il ruolo del capomafia ebreo come capo dei capi (la comunità ebraica ebbe un ruolo importante e sottovalutato nel panorama della criminalità nordamericana)

·         La corruzione della polizia e dei politici

·         La fratellanza tra persone “normali” e mafiosi (cantanti famosi, etc)

·         Il sostanziale inserimento nell’economia americana (Las Vegas è il caso più indicativo) ed i numerosi riconoscimenti “ufficiali” ottenuti dalle imprese mafiose

·         Il ruolo delle comunità immigrate e la genesi del fenomeno (tra i tanti esempi, i primi guappi che si fanno strada con le estorsioni ai danni dei connazionali)

·         Il ruolo della criminalità a fianco dell’imperialismo Usa (episodio di Cuba)

·         Il ruolo del Vaticano e dei centri finanziari in genere

In più la trilogia propose un’analisi fino ad allora poco esplorata del concetto di famiglia nell’Italia meridionale: intesa cioè in senso stretto, oppure allargata a clan tramite l’acquisizione di “compari”, con inerente sistema di presunti valori (un sociologo anglosassone s’inventò per essi la definizione di “familismo amorale”).

Dark side of the moon: il volto criminale del capitalismo

La parte migliore del film è di gran lunga la descrizione di Little Italy. Coppola parla dei suoi padri, con lucidità e bravura.

Mossa dal desiderio di riscatto d’una contrada povera del Sud nei confronti della grande America, la vicenda della famiglia Corleone narra della trasformazione metastatica di tale spinta vitale in crimine organizzato: l’identificazione tra mafia e politica della seconda parte chiarisce il punto di vista del regista sugli Usa e sulla natura del capitalismo.

La violenza è l’arma in più in mano ai poveri immigrati (non solo italiani, ma anche russi, irlandesi, …) per partecipare alla corsa verso il sogno americano: il successo e la ricchezza.

Momento cruciale di questa svolta è il proibizionismo descritto da De Palma ne “Gli Intoccabili” (1987).

Durante gli anni del proibizionismo, un agente del Ministero del Tesoro americano, Elliot Ness, per combattere il crimine e riuscire a “incastrare” Al Capone, forma una squadra non ufficiale di agenti.

Ne fanno parte un giovane tiratore, un poliziotto in pensione saggio e incorruttibile e un contabile. Due di loro ci rimettono la pelle, ma il gruppo degli “intoccabili” vince la sua battaglia.

Al di là delle eccezionali scenografie, delle citazioni dalla storia della cinematografia (persino “La Corazzata Potemkin”…) della ricostruzione dell’ambiente di Chicago anni ’30, di attori incredibili come Robert De Niro nel ruolo di Al Capone, il film descrive bene l’ambiente Usa, nel quale gli anormali sono i (pochi) poliziotti che vogliono contrastare l’illegalità e che si trovano letteralmente circondati da giornalisti, politici ed altri poliziotti che riconoscono in Capone e nel suo sistema il loro ambiente naturale.

Alla fine, anche il gruppo di onesti – oltre a pagare un prezzo di sangue – finirà per uniformarsi nella ferocia e nei comportamenti ai criminali, concludendo il tutto con la filosofia secondo cui non solo bisogna sparare, ma soprattutto bisogna sparare per primi.

Naturalmente, è l’ambiente che costringe, darwinianamente, a questa scelta. Ma ancora una volta il film di mafia si riduce all’immorale logica del western, dove tutto è violenza e la morte diventabanale.

Del tutto opposta la filosofia di alcuni film italiani dedicati ai nostri eroi dell’Antimafia, eroi nonviolenti che mai accetterebbero di utilizzare le stesse armi (non solo metaforiche dei loro avversari).

“Madre di Peppino: – E perché non ti prendi una pistola?

“Peppino: – E per farne che? Io la pistola non la so usare. E poi le pistole non mi sono mai piaciute…” (“I cento passi”, 2003).

In questa frase c’è tutta la distanza con le migliori intenzioni dell’altra parte dell’Oceano.

Alla fine – il merito del “Padrino” – “Parte seconda” (1974), premiato con 7 Oscar, è proprio evidenziare questo  – la società americana premia allo stesso modo il vincente, indipendentemente dai mezzi che ha utilizzato. Il parallelo mafia-capitalismo (non mondi contrapposti ma universi complementari) giunge così alla conclusione già accennata nel primo film della serie.

Solo una leggera diffidenza accompagna “i vestiti sgargianti”, i matrimoni sfarzosi, le processioni melodrammatiche e le abitudini grossolane di questi italiani arricchiti.

Las Vegas è il monumento a questo modello, una città dove il confine tra illegale e legale non esiste.

L’ultimo della serie – “Il Padrino. Parte terza” (1990) – è invece un grottesco melodramma denso di riferimenti precisi a protagonisti e fatti della nostra storia recente (Calvi, Marcinkus, la morte misteriosa di papa Lucani, ma anche Andreotti e la finanza cattolica) tratteggiano un ritratto della corruzione tipico dell’Italia e concluso dalla infinita teoria di esecuzioni sullo sfondo del Teatro Massimo di Palermo. [Vittorio Albano, in Autori Vari 1993,103 sgg].

 Goodfellas – Quei bravi ragazzi (1990) di Martin Scorsese è l’ennesimo film italoamericano di ottima fattura ma ideologicamente controverso.

Anche questo mostra la mafia dall’interno, dall’ottica di un irlandese che fin da piccolo aderisce ad una banda.

Henry Hill racconta la sua storia di gangster da quando, ragazzetto, guardava i boss del quartiere. Incomincia così a frequentare l’ambiente dove James, Tommy e Paul lo introducono al crimine.

Henry nel frattempo si è sposato con una ragazza ebrea, che ignora la sua vera professione, ma che a poco a poco verrà irretita nei traffici del marito. Caduto in disgrazia e temendo di essere eliminato, Henry decide di “cantare” con l’FBI.

Costruito sul tempo sincopato delle canzoni della colonna sonora che si susseguono a raffica, il film scarta, deformandoli, i luoghi comuni del genere, mescolando paranoia e violenza per restituirci un quadro, paradossalmente, più vero del reale. Tour de force per l’occhio e la mente dello spettatore, Goodfellas mette in scena un’abilità tecnica e un’intelligenza di regia magistrali.

L’obiettivo del protagonista? La vita, cioè lusso, divertimenti, soldi e poco lavoro.

Nella colonna degli aspetti negativi, invece, la violenza, i tradimenti ed il rischio della morte o – in seconda battuta – dell’arresto.

Molti americani, in un rapido calcolo costi-benefici hanno scelto di stare da quella parte.

L’importante è saltare a pié pari l’esistenza dei normali, che si ammazzano di lavoro per poco o nulla e subiscono ogni giorno umiliazioni.

“La vita è quello che più di tutto mi mancherà”, dice il protagonista in tribunale, all’epilogo della sua vicenda.

Un approccio simile è quello tentato da Sergio Leone in C’era una volta in America (1984), film cinematograficamente notevolissimo (grandi attori, scene splendide, ottima sceneggiatura) che narra la vicenda di una banda di ragazzi ebrei, che cominciano giovanissimi (appena bambini, nei primi del ‘900 in una New York brulicante di attività e densa della violenza delle tante comunità di immigrati) le loro attività criminali fino a diventare una temuta banda.

Dal proibizionismo (alcol, prostituzione, gioco d’azzardo) fino alla mediazione tra padroni e operai, non c’è questione in quest’America che non possa essere affrontata e risolta con una sventagliata di mitra.

Nel film, contrariamente alla tradizione cinematografica Usa, i buoni non esistono e tutto, dai poliziotti ai politici, dai sindacalisti fino ai baristi sembra immerso nella corruzione e soprattutto in una violenza che alla fine sembra normale e quasi necessaria.

Ancora una volta il gangster-mafioso è un americano come tanti che usa la violenza come la corsia di sorpasso sull’autostrada che porta al sogno del successo.

“Lei è una vincente, lo si vedeva subito. Anche tu mi sembravi un vincente. Avrei puntato senza pensarci su di te”, dice uno dei protagonisti, affiancando due carriere, una andata male e una bene, una di attrice ed una di criminale.

La prima recita sul palcoscenico, l’altro ammazza innocenti ma in quest’America mitica e tanto realistica ciò che conta è il fine, il mezzo è secondario.

La massima maledizione è “to be a looser”, molto peggio che essere un assassino. E del resto gli assassini sono bene inseriti nella società, vestono meglio di tutti, smoking nero con la gardenia all’occhiello, hanno donne bellissime che si fanno poche domande, e i loro locali sono frequentatissimi.

E’ gente ammirata, che vive bene. E poco importa che tutto sia costruito sul sangue degli innocenti.

Stereotipi televisivi: la Piovra

La Piovra 8 – lo scandalo. Regia di Giacomo Battiato. Coproduzione Rai – Zdf – SVT Sveriges television. Italia 1997. Andato in onda domenica 5 ottobre 1997 e lunedì 6, Raiuno.

 La televisione italiana ha proposta almeno una serie di grande successo dedicata al tema mafia. Qui analizziamo l’ottava serie, per mettere in evidenza come argomenti drammatici siano stati spesso banalizzati a fini esclusivamente commerciali.

La trama è estremamente semplice. Il barone Francesco Altamura discute un suo progetto davanti ad un gruppo di persone, comprendenti l’assessore locale ai lavori pubblici, l’uomo d’onore del luogo ed il suo tirapiedi, ben presto destinato a prendere il suo posto.

Il barone viene dall’America, il padre è invece siciliano e legato alla ‘vecchia‘ mentalità. La moglie, al contrario, è americana e si permette persino di parlare d’affari in mezzo agli uomini.

La proposta del barone riguarda una diga che dia sviluppo e lavoro. La sua intenzione è di trasformare la Sicilia in “una nuova California”.

I boss locali (siamo nell’immaginario paese di Tre Torri alla fine degli anni ‘50) gli prospettano invece speculazioni, varianti ai piani regolatori e appalti truccati.

Il barone non si piega. Il tirapiedi dell’uomo d’onore, Pietro Favignana, gli fa rapire il figlio all’insaputa del vecchio boss, che presto farà una brutta fine. Il barone non si piega neanche di fronte al rapimento del bambino, mentre la moglie si mette in contatto con un tenente dei carabinieri che arriva in incognito e salva il bambino, riportandolo alla madre. La prima puntata si conclude con una retata dei mafiosi coinvolti nel rapimento e con l’immagine di Favignana che fugge a bordo di una nave.

La seconda parte dell’opera abbandona il tono ideologico per rifugiarsi nel romanzo. Favignana torna dall’America e, grazie ad armi e droga, conquista prima i vecchi mafiosi conservatori, quindi il potere perduto sia a livello economico che politico.

Tutti cedono, dal deputato regionale fino al barone Altamura, che sopraffatto dalla pressione ambientale s’incontra e si accorda col mafioso. A fargli fare questo passo contribuisce la gelosia per la storia d’amore tra la moglie ed il carabiniere-eroe salvatore del figlio. Finale drammatico con l’uccisione di Favignana, con un coltello, da parte della moglie e riunione forzata tra i coniugi Altamura.

Tutta l’opera è giocata su una serie di dicotomie:

·         barone-imprenditore

·         mafiosi parassiti

·         il barone è stato in America

·         i mafiosi non si sono mai mossi dalla Sicilia

·         il barone ha sposato un’americana (la sua mentalità si è emancipata)

·         il padre del barone non ha viaggiato (la sua mentalità è rimasta bloccata)

·         modernità

·         tradizione

·         sviluppo

·         sottosviluppo

La mistica dell’imprenditore, in voga a partire dagli anni ‘90, trova una rappresentazione in questa figura, che lascia l’America per tornare alla sua terra e salvarla tramite investimenti economici (il sud come “california” è una trovata di quel periodo).

L’imprenditore assume così una funzione escatologica, quasi taumaturgica. L’unico ostacolo alla salvezza è la mentalità arcaica della comunità siciliana. Non sono considerati ostacoli di ordine strutturale-economico. Il mercato è una pianta che, se nessuno ne impedisce la crescita, porta inevitabilmente i suoi frutti.

Ma l’imprenditore, nella fantasia degli sceneggiatori, è anche un barone. Perché? Il padre rappresenta bene l’aristocrazia siciliana: è conservatore, ammette di aver utilizzato i mafiosi perché altrimenti le sue terre se la sarebbero prese i comunisti (verissimo). Il figlio, pur legato a residui del passato (si rivolge al vecchio uomo d’onore per riavere il figlio), rompe inizialmente con la mafia. Successivamente sarà fagocitato dall’ambiente e si comporterà come tutti gli altri.

Si sentono di certo gli echi di Sonnino e Franchetti e di tutti quelli che lamentano la mancata rivoluzione borghese meridionale. In tanti, nel passato e ancora adesso, desiderano un potere borghese al sud senza intermediazione alcuna. Se poi si pensa che questa intermediazione (violenta e “sporca”) è fonte di imbarazzo, si capisce ancora di più tale desiderio.

Ma un conflitto tra la borghesia liberale (di stampo anglosassone, legalitaria, “imprenditrice”) e la borghesia parassitaria (filomafiosa, “arcaica”) in Sicilia c’è stato solo in fase embrionale, in alcuni brevi momenti. Meno che mai si è visto un conflitto tra i rampolli dell’aristocrazia isolana ed i propri padri.

Ma le stranezze non sono finite. Marginalmente, si osservano i piccoli proprietari e i contadini che parteggiano per il barone-imprenditore. Lo applaudono in consiglio comunale quando espone il suo progetto, stanno dalla sua parte.

Alla fine degli anni ‘50, in Sicilia i rapporti tra grandi e piccoli proprietari talmente conflittuali da rendere abbastanza inverosimile la vicenda. Gli aristocratici rappresentavano quanto di più conservatore si potesse immaginare. I loro rampolli erano impegnati a dilapidare i patrimoni del casato nelle grandi città.

I contadini occupavano le terre dei feudatari assenteisti. I feudatari assenteisti davano ordine ai mafiosi di sparare sui contadini. I carabinieri, in genere, facevano altrettanto. La mistica dell’imprenditore-taumaturgo distorce la realtà storica.

Don Albanese, uomo d’onore

Io sono un uomo dd’onore. Un uomo dd’onore non rapisce i bambini“. Il barone, dopo la scomparsa del figlio, si rivolge al vecchio capomafia, che nega di sapere alcunché ostentando che la sua cultura non prevede atti “disonorati”.

A rapire il bambino è stato invece Pietro Favignana, tirapiedi di don Albanese. Favignana ucciderà Albanese, tradito da tutti i suoi uomini.

Ancora una  rappresentazione del più resistente tra i luoghi comuni sulla mafia: la vecchia schiera degli uomini d’onore è fatta di gente con un codice morale. Ad essi è lecito rivolgersi per vedere rispettate “le regole di giustizia” , sono “meglio di uno squadrone di carabinieri”, osserva il barone-imprenditore.

I nuovi invece non hanno vincoli morali e compiono qualsiasi atto senza timore: a conferma della perversità dei nuovi arrivati, Pietro Favignana aggredisce la figlia del vecchio boss di fronte al cadavere del padre. La sposerà pochi giorni dopo, di fronte ad un prete estrefatto. Nessuna regola, nessun rispetto della tradizione.

Il console americano apprende che il barone-imprenditore si è rivolto al vecchio uomo d’onore ed afferma: “Sono qui dalla fine della guerra, mi sarei rivolto anch’io a Don Albanese”.

Difficile non cogliere un riferimento allo sbarco Usa, quando i militari d’oltreoceano “si rivolgono” ai capimafia che assicurano il controllo dell’isola. E’ difficile non leggere tra le righe un tentativo di revisionismo, come a dire: allora era lecito rivolgersi alla mafia, perché costituita da uomini d’onore.

I siciliani. Regole ed eccezioni

I siciliani nella Piovra 8 si dividono in regole ed eccezioni. Le regole sono gli appaltatori/speculatori/mafiosi e i contadini primitivi e violenti che picchiano i figli e non vogliono mandarli a scuola. I mafiosi sono, è ovvio, rappresentati con coppola e lupara. Sono gelosi delle proprie figlie e delle proprie mogli. Sono più che diffidenti di fronte ai forestieri.

L’immagine è così convenzionale che non merita altre considerazioni. Merita soltanto un accenno la figura di Tano, piccolo carceriere del figlio del barone-imprenditore che si ribella al mondo in cui è nato e salva il piccolo rapito.

La ricompensa è l’ingresso nel mondo dei signori, dove innanzitutto veste in maniera completamente diversa (gli abiti che portava prima sono segno di arretratezza), impara a leggere (la cultura orale appartiene agli inferiori) e viene educato a modelli di ragionamento opposti a quelli che gli avevano insegnato.

Tano è un piccolo selvaggio da civilizzare.

Le eccezioni. Dei piccoli (inverosimili) proprietari che stanno col barone si è già detto. Il carabiniere in incognito che salva il bambino dichiara appena arrivato che “sono tanti i siciliani che credono nello Stato”. Si è già detto della figura del Leviatano e della contrapposizione mafia (antistato !) / stato.

Il carabiniere è simbolo della necessità del Leviatano, il Leviatano che garantisce la proprietà ed i beni. Esigenza identica a quella rappresentata da don Albanese (viene in mente una frase del film “Tano da morire”: la mafia è come lo Stato, solo che non è autorizzata).

I film sperimentali

Lo zio di Brooklyn, di Daniele Ciprì e Franco Maresco (1995)

Tano da morire, di Roberta Torre, (1997).

Il cinema di Hollywood ha rappresentato la Sicilia con semplificazioni e spettacolarizzazioni; gli autori centro-settentrionali hanno evidenziato gli aspetti western e raramente hanno colto la complessità dei problemi; ma è anche vero che luoghi comuni e retorica hanno avuto buona accoglienza presso il pubblico siciliano.

Da qualche anno, sono gli autori siciliani (o, nel caso di Roberta Torre, trapiantati in Sicilia) i principali artefici della rappresentazione dell’isola.

I due esempi che seguono sono l’esatto contrario della retorica, del convenzionalismo, del sentimentalismo e del cinema dei luoghi comuni.

“Lo zio di Brooklyn” rappresenta in uno splendido bianco e nero una Palermo “post-atomica” abitata da soli uomini (che nel film interpretano anche le parti femminili), seminudi e grotteschi, col linguaggio ridotto a poche frasi essenziali, ed anche il paesaggio è spoglio e denso di macerie e rifiuti.

L’ingiustizia è simboleggiata dal funerale dei poveracci che cede il passo al funerale dei signori. La mafia appare nel film grottesca ridicola rivoltante e volgare. La trasfigurazione apocalittica della realtà è la raffigurazione più fedele della realtà, della violenza, della mafia stessa.

“Tano da morire” è stato scorrettamente titolato ‘il primo musical sulla mafia’ ed è stato di conseguenza visto come un film comico, dando origine ad un inutile dibattito incentrato sul tema: si può ridere della mafia?

La stessa regista nega che si tratti di un film comico , ed effettivamente i problemi posti sono infiniti e di difficilissima soluzione.

L’ambiente sociale è quello del degrado umano, di una cultura popolare violentata dalla modernità? La cultura mafiosa è figlia della mentalità popolare o strumentalizza ed estremizza elementi già presenti?

Oppure si tratta di una cultura vera e propria, da osservare senza razzismi e pregiudizi, come sembra suggerire la regista? E’ una realtà immodificabile, su cui avviare processi di cambiamento o da non cambiare proprio (e qui mi sembra che ci siano le maggiori ambiguità)? Il film guarda compiaciuto questo mondo, lo ridicolizza o addirittura lo esalta?

Le risposte possibili sono molteplici. Le due citazioni che seguono forniscono ulteriori spunti di riflessione:

“Ora la cosa che mi irrita di più è un’altra, è l’ossessione con cui si legge il film in termini di trash […]. Chiamano trash quella che è una verità e una cultura. […] C’è un razzismo latente persino fisico: si dice che i miei attori sono mostruosi”.

“A me è sembrato un’apoteosi del plebeismo palermitano. […] Non mi pare il caso di parlare di satira e ricordare l’irrisione di Peppino Impastato per un altro Tano. Nel film gli stereotipi della subcultura rionale sono più corteggiati che ridicolizzati”.

Rimangono tuttavia alcuni meriti del film:

1. La rappresentazione delle “feste” dei mafiosi, che ballano tra loro in pose effeminate, rimane comunque una immagine fortemente satirica dell’omofobia e del virilismo mafioso, in cui emerge la componente grottesca del mito del maschio.

2. L’utilità di una visione da dentro: “la mafia è come la legge, solo che non è autorizzata: per me è uguale”, afferma uno dei protagonisti. E’ una mentalità sbagliata finché si vuole, ma presente e diffusa.

3. La satira dell’antimafia perbenista e retorica, simboleggiata dalla scena in cui “Stella Marina poetessa antimafia” legge un suo componimento gonfio di parole inutili. Quante volte, nelle manifestazioni dell’antimafia ufficiale, si sono viste scene del genere!

Il giudizio sulle recenti sperimentazioni palermitane rimane comunque positivo, ed indica una vivacità culturale che altre aree del paese (molto più lodate e pubblicizzate, si pensi al famoso nord-est) non possiedono. Anche il confronto con le produzioni del passato (v. il precedente paragrafo sui film-stereotipo) fa risaltare i meriti del cinema palermitano più recente, capace di offrire produzioni differenziate e comunque – e questa è forse la cosa più importante – di suscitare discussioni e dibattiti, di porre problemi in un mondo dove anche il film è merce e segue i principi dell’usa e getta.

La rappresentazione grottesca della mafia (senza ambiguità nel caso dello “zio di Brooklyn”, in maniera discutibile nel caso di “Tano da morire”) è senz’altro da preferire alle visioni “western” del cinema “impegnato”.

Il limite maggiore di questi film è da rintracciare nell’assenza di vie d’uscita: il primo film termina con immagini metafisiche e induce ad un pessimismo cosmico. Il secondo sembra addirittura compiacersi della realtà che osserva.

Filmografia

In ordine cronologico

“The Black Hand” (Usa 1906)

Mervyn LeRoy,  “Little Cesar” (Usa 1930)

Pietro Germi, “In nome della legge” (Italia 1949)

“The Untouchables” – serial – (Usa 1959)

Francesco Rosi, “Salvatore Giuliano” (Italia 1961)

Elio Petri, “A ciascuno il suo” (Italia 1967)

Damiano Damiani, “Il giorno della civetta” (Italia 1968)

Francis Ford Coppola, “Il padrino” (Usa 1972)

Francis Ford Coppola, “Il Padrino – Parte seconda” (Usa 1974)

Pasquale Squitieri,  “Il prefetto di ferro” (Italia 1977)

Damiano Damiani,  “Pizza connection” (Italia 1985)

Giuseppe Ferrara, “Cento giorni a Palermo” (Italia 1984)

Sergio Leone, “C’era una volta in America” (Italia – Usa 1984)

Brian De Palma, “Gli intoccabili – The Untouchables” (Usa 1987)

Michael Cimino, “Il Siciliano” (Usa 1987)

Aurelio Grimaldi, “Mery per sempre” (Italia 1990)

Francis Ford Coppola, “Il Padrino – Parte terza” (Usa 1990)

Martin Scorsese, “Goodfellas – Quei bravi ragazzi” (Usa 1990)

Aurelio Grimaldi, “Ragazzi fuori” (Italia 1991)

Giuseppe Ferrara, “Giovanni Falcone” (Italia 1993)

Daniele Ciprì e Franco Maresco, “Lo zio di Brooklyn” (Italia 1995)

Roberta Torre, “Tano da morire” (Italia 1997)

Pasquale Scimeca, “Placido Rizzotto” (Italia 2000)

Marco Tullio Giordana, “I cento passi” (2000)

Spike Lee, “La 25a Ora” (Usa 2002)

Fernando Meirelles, City Of God (Brasile – Usa – Francia 2002)

Antonio Capuano, “Luna Rossa” (Italia 2003)

Lars Von Trier, “Dogville” (Danimarca – Germania – Italia 2003)

“The Sopranos” – serial – (Usa 2004)

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Antonello Mangano, “Mafia di celluloide“, terrelibere.org, 20 luglio 2004, http://www.terrelibere.org/doc/mafia-di-celluloide

 
 
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