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Il dolce e l’amaro

Girato ad Alcamo, Buseto Palizzolo e Castelluzzo
Lingua originale Siciliano, italiano
Paese Italia
Anno 2007
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Andrea Porporati
Produttore Francesco Tornatore
Distribuzione (Italia) Medusa Distribuzione
Fotografia Alessandro Pesci
Montaggio Simona Paggi
Musiche Ezio Bosso
Interpreti e personaggi
  • Luigi Lo Cascio: Saro Scordia
  • Fabrizio Gifuni: Stefano
  • Donatella Finocchiaro: Ada
  • Ornella Giusto: Antonia
  • Renato Carpentieri: Vicari

Il dolce e l’amaro è un film del 2007 diretto da Andrea Porporati, presentato in concorso alla 64ª Mostra del Cinema di Venezia. Il film è trasmesso per la prima volta in chiaro su Canale 5 il 4 luglio 2010 in seconda serata realizzando il miglior ascolto.

Il film è una fredda analisi del percorso di Saro, un giovane delinquente, che a partire da lavoretti assegnatigli dal suo padrino, conquista la benevolenza dei vertici di Cosa Nostra. Girato tra la Sicilia e il Piemonte la pellicola è realizzata quasi interamente in lingua siciliana, che insieme alla ponderata e partecipe recitazione dei protagonisti regala alla pellicola una forte impronta di realismo.

Trama

Saro è il figlio di un delinquente siciliano, morto durante l’occupazione avvenuta nel carcere nel quale scontava la pena. Suo padre è tuttavia molto rispettato nell’ambiente paesano, e il suo padrino, caro amico del defunto padre, inizia il giovane Rosario alla vita malavitosa, conferendogli diversi “lavoretti” da portare a termine.

Saro si rivela sveglio, e questo fa sì che in men che non si dica riesca a scalare i vertici della piramide gerachica di Cosa Nostra divenendo “uomo d’onore”. Ma l’intrigo delle attività svolte dall’associazione a delinquere gli si ritorce contro, quando guadagnata la gelosia di Mimmo, figlio del padrino di Saro, si ritrova immischiato in un delitto che lo porta a divenire scomodo per il clan, un “morto che cammina”, come lui stesso si definisce nel film.

Fugge dunque al nord, sotto la protezione della legge ricostruendosi una vita altrove.

UNA SCENA DEL FILM

 

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