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La matassa

Girato a Catania e Paternò

Anno 2009
Durata 98 min
Genere commedia
Regia Salvatore Ficarra, Valentino Picone,Giambattista Avellino
Sceneggiatura Salvatore Ficarra, Valentino Picone,Francesco Bruni, Fabrizio Testini
Produttore Attilio De Razza
Casa diproduzione Tramp Ltd.
Distribuzione(Italia) Medusa Film
Musiche Paolo Buonvino
Interpreti e personaggi
  • Salvatore Ficarra: Gaetano
  • Valentino Picone: Paolo
  • Pino Caruso: Don Gino
  • Claudio Gioè: Antonio
  • Anna Safroncik: Olga
  • Tuccio Musumeci: Il vecchio sposo
  • Domenico Centamore: L’esattore
  • Mario Pupella: Don Mimi
  • Mariella Lo Giudice: Mamma di Paolo
  • Giovanni Martorana: Pietro
  • Gino Astorina: Commissario di polizia
  • Maria Di Biase: Svetlana
  • Marzia Cavallo: Cameriera

Il film è la storia di due cugini, Gaetano (Ficarra) e Paolo Geraci (Picone), costretti a separarsi all’età di 10 anni circa a causa di litigi, per motivi d’interesse, dei rispettivi padri, fratelli fra loro. Paolo, ipocondriaco, aiuta il padre nella gestione del loro albergo; Gaetano, assistito da sua “moglie” Olga, Anna Safroncik, combina matrimoni per gli extracomunitari al fine di far ottenere loro la cittadinanza italiana.

La storia dell’odio dei genitori, prosegue con la morte del padre di Paolo: Gaetano per errore arriva al suo funerale, credendo di recarsi alla chiesa nella quale si celebrava il matrimonio di una sua cliente russa e di un vecchietto interpretato da Tuccio Musumeci, e per il quale, per mitigare l’ira dei fratelli della sposa ormai stanchi di rimandare il matrimonio, si offre quale testimone.

Costretto ad assistere al funerale dello zio, si ritrova ad essere cacciato, per l’ennesimo rinvio del matrimonio, dai russi, e per questo si rifugia nell’albergo del cugino Paolo. Quest’ultimo si convince che Gaetano sia “sbucato” all’evento funebre, proprio per riappacificarsi, ma non è così.

Ma il caso vuole che Gaetano ascolti la conversazione del cugino con il prete Don Gino (interpretato da Pino Caruso): in caso di sua morte, infatti, donerebbe l’albergo che ha appena ereditato, proprio a Gaetano.

Gaetano coglie l’occasione per alterare le analisi di Paolo, aiutato dall’amico Antonio (Claudio Gioè), e gli farà credere di essere in fin di vita.

Ma una volta firmato l’atto di donazione, Gaetano torna sui suoi passi e ha un rimorso di coscienza decide di confessare tutto al cugino, ma è troppo tardi perché, intento al suicidio, Paolo viene a sapere tutto proprio da Antonio. I due litigano e si allontanano nuovamente, proprio come successo con i genitori, ma Paolo scopre successivamente il pentimento del cugino e i due si riappacificano.

I problemi non sono finiti: la mafia vuole pagato il pizzo e li minaccia di morte, i russi sono ancora alle calcagna di Gaetano. Ma con l’aiuto della polizia, e anche di molta fortuna, i due, dopo varie peripezie, riescono a far arrestare Don Mimì (Mario Pupella) e il suo clan di mafiosi, e risolvono il “problema russo” con il matrimonio “forzato” fra Gaetano e la sua cliente russa. La “vecchia” moglie Olga, invece, si ritrova socia di Antonio, che continua a farle la corte senza alcun risultato.

Il film si conclude con la riappacificazione delle rispettive famiglie di Gaetano e Paolo, durante una festa in albergo, che intanto sono diventati soci, con la proprietà del 50% a testa.

IL TRAILER

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Gino Astorina:
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