RSS

Anni di piombo

Girato a Siracusa e sull’Etna
Titolo originale Die bleierne Zeit
Paese Germania
Anno 1981
Durata 106 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, storico
Regia Margarethe von Trotta
Fotografia Franz Rath
Montaggio Dagmar Hirtz
Musiche Nicolas Economou
Interpreti e personaggi
  • Jutta Lampe: Julianne
  • Barbara Sukowa: Marianne
  • Rüdiger Vogler: Wolfgang
Premi
  • Leone d’Oro al miglior film alla 38ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia
  • David di Donatello 1982: miglior regista straniero
  • Seminci 1981: menzione straordinaria

Marianne e Julianne sono due sorelle tedesche nate alla fine della seconda guerra mondiale. Negli anni settanta sono impegnate politicamente nella lotta di sinistra ma seguono due strade diverse. La prima, sposata con un bambino, abbandonati il marito e il bambino ancora piccolo, diventa la compagna del leader del gruppo di estrema sinistra tedesco Rote Armee Fraktion che porta avanti negli anni settanta la lotta armata in Germania e una vita in clandestinità. La seconda, Julianne, lavora come giornalista per un giornale femminista, non vuole figli e ha una relazione stabile con un uomo che la ama molto ma che non sostiene la causa estrema della sorella di lei.

Arrestata Marianne, sua sorella Julianne va a trovarla in carcere ogni volta che può, subendo umilianti controlli. I colloqui sono ascoltati e trascritti da guardie carcerarie. Durante il poco tempo che viene loro concesso, le due donne discutono del loro pensiero politico, ricordano la loro infanzia, difendendo le loro scelte. Scaturisce il profilo di una Julianne adolescente ribelle e di una Marianne coccolata da suo padre, pastore luterano. La vita di tutti i giorni di Julianne è intervallata dalle visite in carcere ed i litigi con il compagno, che non tollera tanta attenzione per i detenuti e per Marianne, che a sua volta la tratta con durezza, giudicando le posizioni troppo morbide. Julianne ed il suo compagno si trovano in vacanza in Italia quando si apprende che Marianne ed altri terroristi detenuti, sono stati ritrovati morti nelle loro celle. Si parla ufficialmente di suicidio ma Julianne non è convinta.

La donna conduce imperterrita delle proprie indagini fino a che suo marito si sente in dovere di abbandonarla. Finalmente sicura di avere gli elementi per poter smentire la tesi ufficiale, trova il disinteresse della stampa. Nel frattempo suo nipote, figlio della terrorista, in quegli anni in affido ad altri, sopravvive ad un’aggressione incendiaria da parte di sconosciuti riportando serie ustioni. Julianne lo riprende con sé. Il bambino vorrebbe rinnegare sua madre ma alla fine chiede alla zia di conoscere la verità.

IL TRAILER DEL FILM (in lingua tedesca)

 

I commenti sono chiusi.

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: