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Mery per sempre

Girato a Palermo

Anno 1989
Durata 102 min
Genere drammatico
Regia Marco Risi
Soggetto Aurelio Grimaldi
Sceneggiatura Aurelio Grimaldi, Sandro Petraglia,Stefano Rulli
Produttore Claudio Bonivento
Fotografia Mauro Marchetti
Montaggio Claudio Di Mauro
Musiche Giancarlo Bigazzi
Scenografia Massimo Spano
Costumi Roberta Guidi Di Bagno
Interpreti e personaggi
  • Michele Placido: Marco Terzi
  • Claudio Amendola: Pietro Giancone
  • Francesco Benigno: Natale Sperandeo
  • Alessandra Di Sanzo: Mario “Mery” Libassi
  • Tony Sperandeo: Turris, guardia carceraria
  • Giovanni Alamia: Marra, guardia carceraria
  • Roberto Mariano: Antonio Patane’
  • Maurizio Prollo: Claudio Catalano
  • Luigi Maria Burruano:Franco D’Annino “il Cliente”
  • Filippo Genzardi: Matteo Mondello
  • Alfredo Li Bassi: Carmelo Vella

Il titolo prende spunto dalla storia di uno di questi ragazzi, una transessuale che si fa chiamare Mery, e che un giorno viene arrestata per il tentato omicidio di un cliente mentre si prostituisce.

Il film ha avuto anche un seguito in Ragazzi fuori del 1990, diretto ancora una volta da Marco Risi.

Il carcere minorile è un’istituzione assolutamente inadeguata a realizzare la finalità del recupero dei reclusi che ospita, anzi, la brutalità delle guardie, l’assurdità dei regolamenti e il sostanziale disinteresse del paternalistico direttore non fanno che rinforzare nei giovani detenuti quella cultura della violenza e dell’omertà nella quale sono cresciuti.
La stessa immagine che il film propone della degradata società esterna offre una spiegazione dell’ineluttabilità del destino di devianza di questi infelici (se escono dalla prigione è quasi sempre per tornarci).
Prigionieri di un arcaico codice d’onore, che si collega al modello mafioso, ignoranti, se non addirittura analfabeti, esprimono sfiducia nello Stato e nelle autorità, diventando essi stessi complici della spirale che li travolge.

Il professor Terzi incarna la coscienza democratica e la passione civile che ha ancora la forza di indignarsi e di reagire.

Non è con la trasmissione delle conoscenze che riesce a far breccia nel compatto muro del rifiuto, ma comunicando ai ragazzi la sua sincera solidarietà e la sua umana partecipazione nei loro confronti.

Terzi ne conquista la fiducia perché essi comprendono che nel professore hanno trovato l’unico riferimento positivo in grado di comprenderli e di aiutarli.

Probabilmente non si convertiranno alle regole della legalità e rimarranno vittime della subcultura delinquenziale che domina nel carcere ma forse l’albero che chiude il film potrà dare qualche frutto.

IL TRAILER


Roberto Mariano
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