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Volevo i pantaloni

Girato a Linguaglossa, Piedimonte Etneo, Fiumefreddo e Randazzo

Anno 1990
Durata 97 min
Genere drammatico
Regia Maurizio Ponzi
Soggetto Lara Cardella
Sceneggiatura Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Maurizio Ponzi, Bruno Carbuglia
Produttore Mario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori
Fotografia Maurizio Calvesi
Montaggio Sergio Montanari
Musiche Giancarlo Bigazzi
Scenografia Franco Velchi
Interpreti e personaggi
  • Giulia Fossà: Annetta
  • Lucia Bosé: Grazia
  • Ángela Molina: Zia Vannina
  • Natasha Hovey: Angelina
  • Pino Colizzi: Zio Vincenzino
  • Luciano Catenacci: Michele
  • Stefano Davanzati: Lillo
  • Ludovica Modugno: Assunta
  • Tony Palazzo: Nicola

Tratto dall’omonimo romanzo di Lara Cardella

Annetta è figlia di contadini siciliani, che vivono in una casa di campagna poco lontana da un piccolo centro alle falde dell’Etna, e frequenta le scuole superiori della cittadina.

Fin da piccola ha notato con rabbia il privilegiato trattamento che ricevono i maschi nella sua numerosa famiglia (composta di zii, zie e cugini), e soprattutto i vantaggi del suo stesso fratello Antonio, cui tutto è permesso.

Perciò ha sempre desiderato di poter portare i pantaloni, che considera il simbolo di tanta ingiusta fortuna. Ora che ha diciotto anni, Annetta, per evitare le busse e i maltrattamenti che riceve frequentemente dai severissimi e retrogradi genitori, ricorre a piccoli sotterfugi per truccarsi, per indossare una minigonna o per partecipare ad una piccola festa di ragazzi, ed è aiutata da Angelina, una disinvolta compagna venuta dal nord, figlia di genitori benestanti e più “moderni” dei suoi.

Ma il giorno in cui viene scoperta da un parente a sbaciucchiarsi su di una spiaggia con Nicola, un giovane perito agrario, accade il finimondo.

Giudicata una donna perduta da tutto il paese (che non parla d’altro), respinta dalla madre, che la considera come morta, viene ritirata dalla scuola e, dopo molti giorni di segregazione, viene mandata a vivere nella vicina cittadina, in casa degli zii Vannina e Vincenzino, nonostante i suoi genitori sappiano che l’uomo le ha messo le mani addosso fin da quando lei era bambina.

Zia Vannina è molto cara ad Annetta, perchè è la sola che la tratta affettuosamente, e perchè si ribella a suo modo alla società locale: ha infatti da anni un amante segreto, il ragionier Lillo, il quale, nonostante sia sposato, la illude con la speranza che fuggirà presto lontano al nord con lei e vivranno insieme felici.

Annetta ha orrore dello zio Vincenzino e lo evita, ma una sera questi, rimasto solo con la ragazza e con le sue due bambine, aggredisce decisamente Annetta per violentarla e questa fugge urlando nella notte.

Salvata dai genitori di Angelina, la ragazza denuncia lo zio per tentata violenza carnale, resistendo alle pressioni fattele perchè rinunci a gettare il disonore su tutta la famiglia.

In seguito torna a vivere coi genitori, poi sposa Nicola.

Rimasta incinta e saputo che avrà una bambina, le prepara subito un paio di piccoli pantaloni.

 CINEFORUM di Lidia Saccaro

Tratto dall’omonimo romanzo di Lara Cardella, best seller del 1989, è la storia di Anna, una liceale siciliana di modesta estrazione sociale soffocata dalla mentalità dell’ambiente molto maschilista e ottusa.
Gli ingredienti per un film di successo ci sono tutti, dall’emancipazione femminile alla violenza sulle donne in tutte le salse. Ci si aspettava dunque un film profondo, viscerale, potente, e invece tutto resta in superficie e non si affonda mai il coltello. Ciò che viene mostrato nel film non è credibile, smorzandone la portata emotiva e anche il significato.
I personaggi sembrano delle patetiche caricature di se stessi, l’inflessione del dialetto siciliano è pessima
Anche la colonna sonora di Giacomo Bigazzi piuttosto anonima e poco incisiva,non è riuscita a lasciare il segno.
Al regista Maurizio Ponzi, noto per la fiction televisiva “Il bello delle donne”, un generosissimo cinque: ha sprecato un’occasione chissà se gli ricapiterà!


Natasha Hovey:
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